Gioco
Sempre in pochi ma con un Mazzarani in più Il Livorno va a caccia di un’altra impresa
Sosa in extremis potrebbe recuperare, Dal Canto lancia subito il numero 10. «Cercheremo di salvare la pelle»
Fabrizio Pucci
LIVORNO. C’è un elemento nuovo che ieri è salito sul pullman insieme ai giocatori del Livorno alla volta di Lecco. Quell’elemento è la normalità. Non è stata dispensata in quantità industriali, ma quella parvenza di vita quotidiana senza urgenti assilli societari e con la mente rivolta solo al campo, può fare la differenza nel fortino di una delle squadre più forti del campionato.
In pochi giorni in casa amaranto sono accadute cose meravigliosamente ordinarie: un pareggio in trasferta e una vittoria in casa, la ratifica della fideiussione e addirittura alcuni acquisti con i quali – per dirla con Dal Canto – «cercheremo di salvare la pelle in questo campionato».
Tutto questo non significa che i problemi del Livorno sono finiti. Anzi. Alimentare questa pia illusione ci porterebbe dritti all’inferno. Di certo, però adesso ce la possiamo giocare meglio rispetto all’ultimo mese e mezzo che ha registrato solo addii eccellenti. Per conquistare la salvezza serve un’impresa a cominciare da oggi al ‘Rigamonti Ceppi’ dove la vita sarà durissima come una scalata a mani nude. Non deve trarre in inganno il recente ruolino del Lecco. I Lariani sono ancora alla ricerca del primo successo nel 2021, ma sono una squadra costruita per vincere il campionato e non per recitare un ruolo secondario. Il loro organico è extralusso per la categoria e fa bene Dal Canto e tenere i suoi ragazzi sulla corda: «Con l’atteggiamento giusto e la consapevolezza che non c’è più modo e tempo di rimediare a ciò che non va, possiamo limare la differenza dei qualità».
In questo senso fa scuola ciò che a Lecco ha combinato tre settimane fa la Lucchese, nostra diretta concorrente per la salvezza: sotto di due gol dopo mezz’ora, i rossoneri sono rimasti in partita e hanno acciuffato il pari al 90’ approfittando degli impacci difensivi dei blucelesti.
Nel viavai di giocatori dell'ultimo periodo, brilla la perla Mazzarani, rimasto attaccato allo scoglio amaranto da settembre nonostante decine e decine di violente mareggiate abbiano rischiato di portarlo chissà dove. Una dimostrazione di attaccamento alla maglia 'a priori' che se verrà convertita in carica agonistica sul campo, potrà consentire al fantasista romano di spaccare più di una partita. Dal Canto la tentazione di dargli una maglia da titolare ce l'ha. Vedremo se ai pensieri faranno seguito i fatti. Di certo con Mazzarani e tutti gli altri, la coperta del Livorno non è più corta come un fazzoletto di carta. E' proprio questo il senso di quella meravigliosa normalità di cui ci eravamo dimenticati profumo e sapore. —
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