Gioco
Più che Livorno è “calcio a 5” ieri allenamento in dodici
Tra giocatori che hanno lasciato il gruppo e quelli infortunati Dal Canto si è trovato a lavorare con due portieri e altri dieci uomini
Dal campo
C’erano una volta le rose “extralarge”, quelle da più di trenta giocatori. Erano una iattura. In primis per l’allenatore di turno che si trovava nella poco gradita condizione di gestire una serie di musi lunghi, perché non tutti gli uomini a disposizione potevano rientrare nei suoi piani tecnico-tattici. E poi, si sa, bastano due o tre elementi scontenti perché stufi di fare la spola fra la tribuna e il divano di casa, per minare i precari equilibri di un gruppo. Immaginiamoci che cosa può succedere se a star fuori non sono pochi giocatori, ma una mezza dozzina se non di più.
Non era felice di avere un organico abnorme nemmeno Spinelli, costretto a pagare fior di quattrini per il bonifico degli stipendi di tutta una serie di giocatori che da zero-minuti-zero in svariati mesi. Da qui il suo indimenticabile mantra ripetuto all’infinito all’avvicinarsi di ogni finestra di mercato: «Prima dobbiamo vendere, sfoltire la rosa e poi possiamo pensare a rinforzare la squadra». Quante volte si è verificata tale situazione? Ne abbiamo perso conto.
Quelli erano altri tempi. La rosa extralarge è un ricordo. Da settembre se ne sono andati Bresciani, Gasbarro, Gonnelli, Boben, Bogdan, Agazzi, Marsura, Porcino, Murilo e Di Gennaro. A questi si è aggiunto Morelli che ha firmato per il Sudtirol: undici giocatori hanno salutato la compagnia. Defezioni solo in parte mitigate dagli arrivi di Stancampiano, Sosa, Piccoli e Bussaglia. Ieri però, complici alcuni infortuni, è stato toccato il minimo storico di giocatori che si sono allenati: due portieri più appena dieci di movimento. Roba da squadra di calcio a 5, o futsal, come lo chiamano gli esperti. O – peggio ancora – da calcio a 11, ma amatoriale.
Facciamo due calcoli. Hanno risposto presente all’appello di Dal Canto i portieri Stancampiano e Matysiak, lo miseria di quattro difensori (Gemignani, Marie Sainte, Deverlan e Parisi), cinque centrocampisti (Haoudi, Bussaglia, Nunziatini, Pecchia e Piccoli) e tre punte (Canessa, Caia e Pallecchi). E c’è pure di che essere contenti perché Nunziatini ha recuperato dal fastidio muscolare che lo ha tenuto fuori con l’Albinoleffe altrimenti il numero di giocatori che si sono allenati sarebbe stato ancora inferiore. Senza forzare, ha fatto qualcosa Mazzeo, ma solo nei due giorni Dal Canto saprà se potrà convocarlo per Lecco. Out invece gli infortunati Sosa e Braken e anche Fremura che dovrebbe tornare in gruppo oggi dopo aver superato la visita di idoneità sportiva post Covid. Che la maglia del Livorno trasudi gloria e blasone è un fatto certo: è un doppio merito che il Livorno si è conquistato sul campo nella sua storia ultracentenaria e che non viene scalfito neanche dalla gestione grottesca di questa società. Tuttavia quanto si è verificato ieri sembra fatto apposta per calpestarla, quella maglia che ogni livornese ama. —
Fabrizio Pucci
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