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Opus Libertas resiste solo 10’ al colosso Umana

Andrea Masini
Opus Libertas resiste solo 10’ al colosso Umana

Troppo forti i senesi, i ragazzi di coach Garelli (di nuovo assente Riccardo Castelli) alzano di nuovo bandiera bianca  

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Andrea Masini

livorno. Quando Chiusi gioca da Chiusi, non c’è per nessuno. Figuriamoci per una Opus Libertas 1947 orfana del suo miglior giocatore (Riccardo Castelli), incappucciato a bordo campo per la seconda domenica consecutiva a causa di un guaio muscolare: la squadra di coach Garelli è rimasta in partita solo nei primi 10 minuti salvo poi subire la supremazia dell’Umana in tutte le zone del campo, sia sotto l’aspetto e soprattutto mentalmente (44-80 il punteggio finale).

La fotografia di una partita dominata in lungo e in largo dalla compagine senese sta nel passaggio “no look” (da terra e con le ginocchia sbucciate…) del funambolo Raffaelli sul finire del secondo quarto, da aggiungere ad un paio di preghiere da metà campo accolte dagli dei del basket. Tanta fortuna dirà qualcuno, ma la verità si cela invece dietro la fame di Chiusi di riscattare la sconfitta patita all’andata e la più recente incassata per mano di San Miniato. Dall’altra parte una Opus ancor più di brutta di quella beffata da Ozzano un paio di settimane fa (15/54 la percentuale complessiva al tiro), sbranata pezzo per pezzo da Pollone e compagni in apertura di ripresa a suon di triple e da una lunga serie di “uno contro uno” vinti per manifesta superiorità.

Sulle spalle dei padroni di casa pesano le contro prestazioni di Andrea Casella e Luca Toniato, rispettivamente 7 (2/10 dal campo, di cui 1/6 dall’arco) e 2 punti (zero su azione), in attesa di un quarto periodo in cui coach Garelli decide di risparmiare chi ha stretto i denti ma non era meglio.

Tra questi c’è Marco Ammannato, il migliore (insieme ad Antonello Ricci, a referto con 14 punti) per la Opus con 11 e 16 rimbalzi al cospetto di un trio spigoloso come quello targato Umana formato da Fratto, Carenza e Giarelli. Ultima fetta di gara utile, dunque, per modellare le statistiche ma con il pensiero già rivolto al derby di Cecina in programma fra sette giorni.

Da segnalare che, oltre al minuto di raccoglimento stabilito della Fip, la Opus Libertas 1947 è scesa in campo con il lutto al braccio nel ricordo di Dado Lombardi. Dado iniziò il suo percorso cestistico proprio alla Libertas, con Otello Formigli, per poi passare alla Pallacanestro Livorno dove esordì in prima squadra. Poi il passaggio alla Virtus Bologna a 17 anni e una carriera di valore assoluto. Appese le scarpette al chiodo, tornò a Livorno negli anni ’90 per allenare la Baker. Membro della “hall of fame” e primo giocatore italiano a ricevere una chiamata Nba, Lombardi se n’è andato venerdì a79 anni.–

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