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Livorno da applausi con l'Albinoleffe, Dal Canto di più: «Merito dei ragazzi e un grazie ai tifosi»

Fabrizio Pucci
Livorno da applausi con l'Albinoleffe, Dal Canto di più: «Merito dei ragazzi e un grazie ai tifosi»

Il tecnico elogia i suoi ma li avverte: «Oggi sono protagonisti sani, ma di pasta devono mangiarne ancora tanta...»

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LIVORNO. Non finirà negli almanacchi tra le partite memorabili del Livorno, ma la vittoria con l’Albinoleffe, un posticino nelle pagine dorate della storia amaranto, se lo meriterebbe tutto. Certo i Seriani non sono il Real Madrid, ma comunque avevano perso appena due delle ultime quindici partite giocate. E il Livorno li ha addomesticati schierando un banda di ragazzini, a cui , dopo 50” è anche venuta meno l’esperienza di Braken, un ‘matusa’ con i suoi 27 anni!

Logica alla fine la soddisfazione di Alessandro Dal Canto, al quale la gioia per il successo, non ha fatto perdere l’oggettività nel commentare la prestazione dei suoi ragazzi: «Abbiamo concluso più di loro – ha dichiarato - e forse gestito la partita meno di loro. Si è un po’ ribaltato quello che accadeva a inizio stagione quando la squadra tendeva a governare di più il gioco e magari facevamo più fatica a concretizzare la grande mole di gioco che producevamo. Sabato invece, non è che la frittata si sia girata: semplicemente, per caratteristiche la squadra va meglio a ripartire o a tentare di andare a folate. L’importante è che sia concreta in quello che fa e la vittoria, nonostante un po’ di sofferenza, i ragazzi se la sono meritata tutta».

L’infortunio di Braken avrebbe steso un toro, ma non il Livorno di sabato anche se Dal Canto ha ammesso che il ko dell’olandese è stato un colpo basso: «Abbiamo avuto un momento di grave difficoltà quando si è fatto male Braken a inizio gara perché abbiamo perso un riferimento offensivo di buona qualità e oggi indispensabile, senza che si offenda nessuno».

Gli altri, però a quel punto hanno raddoppiato le forze e la dedizione in campo: «Abbiamo giocato con Pallecchi che una punta non è. È un giocatore più abile a giostrare nella parte esterna del campo, però alla fine i due attaccanti hanno fatto quello che dovevano fare. Nel primo tempo siamo stati sufficientemente pericolosi. Poi è normale che quando ci sono così tanti giovani in campo si abbassa l’aspetto della personalità che nella gestione delle partita puoi pagare un po’».

Dopo l’analisi del match, Dal Canto ha finalmente dato la stura alla sua gioia comunque sempre molto moderata, perché non è possibile fare voli di fantasia: «In generale siamo contenti di quello che stiamo facendo. È giusto che questi ragazzi vivano da protagonisti sani questo momento. È altrettanto giusto che stiano con i piedi per terra perché di pasta devono mangiarne ancora tanta». Infine il pensiero ai tifosi, da mesi in sofferenza, ma che sabato hanno sostenuto la squadra che si stava avvicinando allo stadio: «Chi naviga su internet – non perché non ho i social, ma mi riportano tutto – sa che sono sempre stati vicini a noi. Sabato, come accaduto quando ci “accompagnarono” al traghetto per la trasferta di Olbia con la loro presenza hanno testimoniato vicinanza e affetto per la maglia e per la squadra. Apprezzano l’impegno che i ragazzi ci mettono e il saluto e il sostegno prepartita è stato molto gratificante per i giocatori». —

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