Gioco
Quando 11 ragazzi diventano 11 leoni Il baby-Livorno firma una gran vittoria
Incitata e caricata dai tifosi, la squadra lotta col cuore: gol decisivo di Morelli, poi una resistenza da applausi
Alessandro Bernini
LIVORNO. Si può soffrire ed esultare come dei bambini per una squadra penultima in serie C? Sì, si può. E si può pure andarne fieri. Ma non tentate di spiegarlo a chi non ha mai tifato Livorno, a chi non ha mai sofferto per il Livorno. Tanto non capirebbe. Che spettacolo vedere quei 15 ragazzini in mezzo al campo che fosteggiavano la vittoria come se fosse la finale di Champions. Una roba da brividi. E non di freddo. Perché partite come queste ti scaldano il cuore. Chi dovrà portare avanti la società, prenda esempio da questi ragazzi. Anzi, da questi leoni.
Partita azzannata con le unghie fin dal primo minuto, e difesa a denti stretti fino all’ultimo. Rendendo un tesoro di inestimabile valore quel colpo di testa di Morelli al 25’. Un gol da tre punti.
Niente è casuale. Neanche il fatto che il successo arriva proprio nel giorno nel quale i tifosi decidono di bloccare il pullman a 100 metri dallo stadio per incitare la squadra, per gridare loro «noi ci siamo, noi siamo al vostro fianco, andate e lottate».
La vittoria è anche il capolavoro di Alessandro Dal Canto, allenatore al quale andrebbe fatto un monumento. Sta tenendo in piedi un gruppo che ha rischiato mille volte di sgretolarsi, ha dato un’anima alla squadra restando sempre sul pezzo in mezzo a mille difficoltà. Mai un passo indietro. E anche ieri ha disegnato una squadra tatticamente perfetta, telecomandando i suoi dalla panchina. Senza fare drammi neanche quando dopo una manciata di secondo si è fatto male pure Braken.
C’è da essere orgogliosi di questi ragazzi. E ieri nel finale, i pochi presenti allo stadio, hanno tutti sofferto insieme a loro.
Bravo il Livorno anche nell’impatto al match. L’infortunio di Braken al primo giro di orologio rischiava di dare un’ulteriore mazzata a questi ragazzi, e invece la squadra ci ha messo subito grandissima aggressività prendendo (anche a sorpresa) il pallino del gioco. E dopo una buona serie di trame è arrivato il gol: cross su punizione di Parisi e grande stacco di testa di Morelli a piegare le mani di Savini. Dopo 5’ ci sarebbe anche stata la chance del raddoppio con un contropiede due contro uno ma il tiro di Bussaglia su passaggio di Canessa è stato rimpallato da Canestrelli.
Nella ripresa era facile immaginare che l’Albinoleffe avrebbe preso campo, avrebbe iniziato l’assalto alla ricerca del pari. Loro naturalmente hanno usato tutti i cambi, forze fresche per tentare il cambio di marcia. Noi in panchina avevamo solo ragazzi under 20, non c’era neanche la possibilità di far rifiatare chi aveva le bombole dell’ossigeno ormai esaurite. Ma tutti hanno stretto i denti. Tutti non ha mollato un millimetro. E alla fine, senza l’esperienza di chi si butta in terra e magari ci resta due minuti, ma con un cuore grande così, l’abbiamo portata a casa. Da brividi. —
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