Toscana
In 300 aspettano il pullman «Forza ragazzi, siamo con voi»
livorno. Trecento tifosi per due sentimenti che solo in apparenza sono contrastanti. Perché l’amore immenso e incondizionato per la maglia è alimentato, amplificato dalla rabbia mista a indignazione nei confronti della società. Trecento, tra ultras della Curva Nord e sportivi comuni si sono ritrovati là dove Viale Nazario Sauro sbocca sul Viale Italia, per dimostrare che qui c’è ancora sostanza amaranto nelle vene di tanta gente. E che l’oltraggio alla maglia, al nome di Livorno, perpetrato continuativamente da mesi non è più tollerabile. Hanno acceso fumogeni come nei giorni belli, quelli in cui potevano andare allo stadio e là dentro il catino ardenzino gli amaranto dominavano. Altri tempi. Ieri hanno intonato cori, rimbalzati sull’asfalto e poi arrivati fino ai finestrini del pullman della squadra che stava raggiungendo l’Armando Picchi. Cori contro colui il quale ritengono sia il principale responsabile della drammatica situazione in cui versa la società: Spinelli. E poi lo struggente ‘Il Livorno siamo noi’, ripetuto come un mantra, un assioma incontrovertibile quasi a dire: “Provate a smentire questa verità assoluta”. Hanno pure bloccato il lento incedere del pullman, i tifosi. Ma lo hanno fatto per dimostrare attaccamento e affetto a questo nugolo di ragazzini che stanno cercando rimanere a galla in campionato. E chissà che cosa hanno pensato, quali e quanti brividi hanno percorso la schiena di questi giovani, diventati protagonisti di una storia più grande di loro.
Davanti al pullman è stato alzato uno striscione emblematico: “Mai con questa società”. Ma sempre con la squadra. Il 23 gennaio 2005 il Livorno sconfisse il Milan campione d'Italia. Adesso lotta per sopravvivere. La passione, invece, no: quella non muore mai.
Fabrizio Pucci
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