Gioco
Non è mai tardi per tuffarsi in mischia «A 40 anni riparto dai Lions e dalla B»
La storia di Sergio Cortesi, una vita dietro alla palla ovale «Dovrò faticare ma voglio sparare le mie ultime cartucce»
Dario Serpan
LIVORNO. Una carriera lunga e importante, che a causa della pandemia ha subito una battuta d’arresto, ma lui non vuole sapere ancora di dire basta. Anzi, è pronto a moltiplicare gli sforzi per ripartire appena sarà possibile e dare tutto per i colpi di coda della sua lunga esperienza da giocatore di rugby.
In Italia si può giocare fino a 42 anni, poi il regolamento impone lo stop per i campionati federali. Oltre, si può andare avanti con l’attività amatoriale. E così Sergio Cortesi, terza linea classe 1981 in forza ai Lions Amaranto, aspetta il tempo del ritorno in campo.
Quest’anno compie 40 anni, molti dei quali trascorsi dietro a una alla ovale. «Dovrò faticare – dice lui stesso - nei prossimi mesi, quando sarò chiamato a sparare le ultime cartucce della mia carriera, cominciata quando di anni ne avevo 16. Non vedo l’ora, il prossimo 7 marzo, dopo uno stop agonistico di quasi 13 mesi a causa dell’emergenza Covid-19, di tornare in campo per una partita con punti in palio. Ho voglia di confrontarmi, in un campionato competitivo, come quello della serie B, con giocatori più giovani di me. Sono fortemente intenzionato a chiudere in bellezza, con la maglia dei Lions ovviamente, la mia attività tra i seniores».
Peraltro, l’altra chioccia del gruppo amaranto, il pilone Omar Tichetti, per motivi professionali, è attualmente all’estero e potrà tornare a disposizione di coach Giampaolo Brancoli non prima del mese di aprile. «Non mi pesa essere il meno giovane della squadra - afferma Cortesi, reggiano di nascita e livornese d’adozione -. Mi sono tolto non poche soddisfazioni nella prima parte della mia carriera. Sono entrato nella nazionale under 21 e con il Reggio ho festeggiato la promozione dalla B alla A. Ho disputato il massimo campionato domestico, la Top10 con la maglia del Parma. Nell’estate del 2009 ho lasciato l’Emilia e sono passato nel Livorno Rugby, con cui ho giocato tre stagioni in A1 (il secondo torneo domestico) e una in B. Sono rimasto a Livorno, anche quando ho smesso, temporaneamente, di giocare».
«A Livorno - aggiunge - ho pianificato la mia vita: qua ho conosciuto la mia compagna e qua sono nati i miei due figli. Sempre qui ho intrapreso la mia nuova attività professionale».
E dopo il biancoverde, il passo verso l’amaranto dei Lions, cinque anni fa. «Sono tornato a giocare come ‘supporto’ – continua -. Mi sono potuto allenare in modo altalenante nella stagione 2016/17. Nelle tre annate successive sono riuscito a effettuare una preparazione più completa. Con i compagni di squadra amaranto, siamo riusciti a ottenere la memorabile promozione in B nel 2019 e a cogliere, nella stagione 2019/20, chiusa anzitempo, buoni risultati».
Le mansioni di Cortesi, nel club dei Leoni, non si stanno limitando al ruolo di atleta-chioccia. «Sto coadiuvando – spiega - il lavoro dei tecnici delle giovanili e curando, insieme al collega Lorenzo Fuduli, la preparazione fisico-atletica di tutte le rappresentative degli stessi Lions e del Granducato. Tutti i giocatori alle nostre dipendenze rispondono presente, ma non è facile effettuare una preparazione mirata, viste le incertezze legate alla partenza del campionato, che, per l’emergenza sanitaria, ha già subìto vari rinvii».
Ma c’è una voglia matta di ripartire. «Ora, incrociando le dita, la speranza è che realmente il 7 marzo sia il torneo di B sia i tornei giovanili possano partire. Salvo novità, dal primo febbraio saranno consentite le sedute con il classico contatto e sarà possibile organizzare allenamenti congiunti e amichevoli. Sarebbe un segnale importante, non solo a livello sportivo, ma anche a livello sociale e culturale». —
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