Gioco
La favola firmata Pro Livorno Sorgenti: «Piccoli ma bellissimi. La serie C? Per ora è un sogno»
Il direttore spoetivo Marco Braccini fa il punto su campionato e futuro. «La vittoria sul Prato ci ha dato due cose: spinta e autostima»
LIVORNO. Debutto interno nel 2021 e vittoria storica col Prato di Tavano e Cellini. La Pro Livorno Sorgenti viaggia che è una favola, il piccolo Chievo livornese continua a scrivere pagine memorabili. Dodici turni sono alle spalle, domenica si va a Forlì per affrontare un’altra big del girone D di serie D. I romagnoli ieri hanno vinto in trasferta il recupero col Fiorenzuola (secondo in classifica a +1 sui biancoverdi). A distanza, anche il ds della Pls Marco Braccini ha seguito il match.
Che avversario troveranno di fronte domenica i biancoverdi?
«Una squadra di assoluto rispetto. Il Forlì ha ancora tre gare da recuperare, perciò è potenzialmente in grado di raggiungere i piani alti della classifica. Per noi sarà una trasferta molto difficile».
Come si sta preparando la squadra?
«Ci alleniamo come sempre con grande intensità. La vittoria col Prato ci ha portato autostima e consapevolezza, ma dobbiamo restare umili e concentrati. Purtroppo ci sono alcune situazioni individuali da valutare: Camarlinghi ha una distorsione alla caviglia, ma contiamo di recuperarlo. In mezzo al campo Bulli e Bachini non ci saranno a Forlì, in più si è fermato anche Turini, che speriamo di rimettere in sesto domenica».
Se il centrocampo è corto siete pronti a tornare sul mercato?
«Abbiamo dovuto sostituire Frati con Mancini in attacco, ma solo perché il primo ha alzato bandiera bianca, altrimenti non avremmo fatto niente. Stesso discorso per la mediana: se Giorgio Bachini recupera siamo a posto, altrimenti saremmo costretti a tornare sul mercato».
Ci sono già idee?
«Dovremmo puntare su un 2002, stesso anno di Bachini, per restare in pari con la volontà del mister di avere tre giovani e tre esperti in mezzo al campo. Onestamente confidiamo nel rientro di Bachini. Se tutto va per il meglio, sarà lui il nostro acquisto di gennaio. A mio avviso, si tratta del miglior 2002 di tutta la serie D».
Terzo posto dopo dodici giornate: la strada è ancora lunga, ma dove può arrivare questa Pls?
«Mantenere la serie D. Il nostro obiettivo è restare nella parte sinistra della classifica fino a fine campionato».
E se arriva qualcosa di più?
«Sono un ambizioso, ma credo che questa società sia arrivata al limite delle possibilità. Sarebbe bello che qualche imprenditore si avvicinasse per aiutarci a compiere un ulteriore salto di qualità. E non parliamo esclusivamente di soldi, ma di persone appassionate a questo sport. Si può fare calcio senza dover spendere fortune, ma cercando giocatori da lanciare. Un esempio? Camarlinghi ora è sulla bocca di tutti, ma la scorsa estate non lo voleva nessuno. Da noi si può lavorare senza pressioni e poi abbiamo strutture: 600 tesserati e 27 squadre. L’ambiente e il vivaio sono la nostra forza».
Se le diciamo “serie C” che cosa risponde?
«Che è molto difficile arrivarci e poi restarci con un budget da Eccellenza. Noi non possiamo pensare di spendere come fanno altre società già in serie D. Però la serie C non è più quella di una volta, ci sono realtà con cui si può competere».
Se si guarda il presente del Livorno, non è assurdo pensare a un possibile derby tra gli amaranto e i biancoverdi. Che cosa le suscita questa ipotesi?
«Sono un tifoso del Livorno e provo tanto dolore nel vedere la squadra della mia città in questa situazione. Auguro tutto il bene possibile al Livorno Calcio. Pensando a noi, dispiace aver interrotto un gemellaggio che oggi avrebbe potuto essere una collaborazione proficua. Però non vogliamo prendere il posto di nessuno. Chiediamo solo rispetto e più attenzione per una società che in dieci anni ha fatto cose davvero importanti». —
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