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Francesco Forti si è ripreso la Libertas 1947: «Il peggio è passato e basta ko in casa»

Francesco Forti si è ripreso la Libertas 1947: «Il peggio è passato e basta ko in casa»

Il capitano, reduce dalla sua miglior prestazione contro Empoli, esalta il gruppo: «Tutti fantastici, ma il vero leader è Castelli»

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LIVORNO. Sulle spalle Francesco porta un cognome pesante. E probabilmente, in questo avvio di stagione, lo ha pagato più di quanto pensava. Del resto, chiamarsi Forti ed essere il capitano della Opus Libertas 1947 è una responsabilità non da poco, specie per un ragazzo che seppur non lo dia a vedere è molto (ma molto) sensibile. Con 10 punti e 7 assist (in 34 minuti), il playmaker a disposizione di coach Garelli è stato uno dei 6 elementi in doppia cifra che hanno permesso alla Libertas 1947 di rialzare la testa, dopo due sconfitte consecutive (a San Miniato e con Ozzano) mal digerite.

Forti, a Empoli si è reso protagonista di una gran nella prestazione: a livello personale, si è scrollato di dosso un po’ di sfiducia?

«Ho semplicemente giocato meglio del solito, senza dubbio è stata la miglior mia miglior gara dall’inizio della regular season. Non sono un tipo che si auto incensa, ma sono felice perché ad oggi non ero mai riuscito ad essere me stesso in campo e questa cosa un po’ la soffrivo. Adesso si tratta di dare continuità attraverso l’impegno che metto, e mettiamo, in ogni allenamento. Riassumo la serata di Empoli, come un personale punto di partenza...».

Quanto le manca per raggiungere una condizione ottimale?

«Il post Covid è filato liscio e adesso mi sento abbastanza bene, per la prima volta ho giocato più di 30 minuti e quindi devo mettere ancora un po’ di benzina nel serbatoio del ritmo partita».

Cosa è accaduto, invece, nelle prime due apparizioni del 2021?

«Non do la colpa alla pausa natalizia, nel bene o nel male è toccata a tutti. Forse abbiamo pagato un calo di attenzione. San Miniato, che ha vinto anche a Chiusi, ha dimostrato di valere che la classifica che ha, la partita che non dovevamo perdere è sicuramente quella con Ozzano, non tanto perché loro erano rimaneggiati ma perché potevamo fare molto di più. Però magari ci è servita da lezione...».

Domenica al Modigliani Forum arriva l’Umana Chiusi: la reputa una sfida fondamentale?

«Match importante, ma non meno di tutti gli altri. Vista la formula (che da marzo in poi porterà la Libertas 1947 ad affrontare anche le formazioni del girone A1, ndr), ora è importante mettere fieno in cascina. Tornando a Chiusi, vincere significherebbe avere dalla nostra il vantaggio negli scontri diretti, ma soprattutto una spinta emotiva in più. E poi una volta possiamo sbagliare al Modigliani, due no».

Qual è il compagno di squadra che l’ha sorpresa maggiormente?

«Riccardo Castelli. Non tanto per le qualità tecniche bensì per lo spessore umano; il compagno ideale, che anche nei momenti meno facili trova una parola giusta per sollevarti. Da un giocatore come Castelli c’è solo da imparare, mette i fatti davanti alle parole e trasmette sempre positività». Al termine del girone A2 sarà contento se... «Avremo costruito una mentalità vincente, che ci tornerà utile per il proseguo della stagione e, magari, durante i playoff».

--© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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