Gioco
Dal Canto abbraccia i suoi ragazzi «Nunziatini simbolo del presente»
sesto s.giovanni. A fine partita lo stato d’animo di Alessandro Dal Canto è sospeso tra il rammaricato per i punti persi e il soddisfatto per la buona prestazione fornita dai suoi ragazzi: «In generale sono contento e ci teniamo stretto questo punto anche se nella condizione in cui ci troviamo, dobbiamo mangiare qualcosa di più dovunque». Peccato per quel primo tempo chiuso solo sull’1-0: «Nella prima abbiamo sbagliato il rigore e preso un palo. Rispetto alle ultime partite abbiamo tirato molto di più in porta e anche dalla distanza. Avremmo dovuto chiuderla con un vantaggio più ampio, perché poi nel secondo tempo la partita è stata più equilibrata, con un’azione per parte quando le cose si mettono così può succedere di tutto».
Il gol del pari della Pro Sesto è stato, comunque fortunoso: «Abbiamo sbagliato due volte noi in uscita, ma il gol è fortuito perché frutto di due deviazioni. Dopo il pari, però, abbiamo avuto un’occasione gigantesca con Braken. Peccato Devo dire però che la squadra ha dato dimostrazione di star bene in campo e ha sviluppato bene i concetti che aveva in mente».
Nessun cambio, perché in panchina c’erano solo giovani: «Avrei dovuto togliere chi stava facendo bene o uno come Haoudi che sembrava calare a tratti, ma poi il ragazzo ha strappato fino al 90’. E non me la sono sentita di togliere i pochi vecchi che abbiamo».
Menzione d’onore per Nunziatini: «Sì. Ha l’età mia figlia. Sono davvero contento che abbia giocato bene e che ci abbia dato una mano. Gli ho detto che alla sua età dovrebbe preoccuparsi di entrare in campo e divertirsi e invece a un bimbetto di sedici anni chiedo di darmi una mano a non retrocedere. E questo deve farci riflettere. Tutti». —
F.P.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
