Il Tirreno

Livorno

Un quartiere contro una città Pro Livorno-Prato è già storia

Dario Serpan
Un quartiere contro una città Pro Livorno-Prato è già storia

Allo stadio una sfida inedita tra due squadre comunque appaiate al quarto posto Niccolai ritrova Blundo in porta e in attacco si affida al recuperato Rossi

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Dario Serpan

LIVORNO. Un quartiere contro una città. Il perimetro di un rione popolare al cospetto di un capoluogo di provincia, nonché secondo comune della Toscana per numero di abitanti. Davide contro Golia: da una parte Ciccio Tavano, dall’altra Giacomo Rossi. Il blasone di fronte al noviziato. Eppure la classifica parla chiaro e, prima dello start della partita, vede la Pro Livorno Sorgenti e il Prato appaiate al quarto posto nella classifica di serie D girone D con 19 punti. A onor del vero, i biancoazzurri hanno una gara in meno (devono recuperare il confronto esterno con la Correggese), ma la fotografia del presente annulla il divario alimentato da prestigio, budget, obiettivi e chi più ne ha più ne metta.

Va in scena oggi alle 14.30 il confronto tra i biancoverdi e il Prato, nel quadro della 12a d’andata. Si gioca allo stadio Armando Picchi, sempre a porte chiuse, sotto la direzione dell’arbitro Simone Pistarelli di Fermo. Match di cartello di un turno chiave per il cammino di entrambi: chi accende il semaforo verde può seminare l’avversario e prendere slancio nella corsa ai piani alti. Per il Prato sarebbe prassi, per la Pls un sogno a occhi aperti che continua.

Entrambe le squadre sono reduci da una vittoria: 3-1 esterno contro la Bagnolese per la formazione di mister Niccolai, 2-1 al Rimini in casa per quella allenata da Vincenzo Esposito. Un tecnico molto legato alla piazza e alla storia biancoazzurra, il cui credo calcistico bada al concreto e quindi oggi il suo Prato scenderà in campo all’Armando Picchi per puntare dritto ai 3 punti. Per seminare una attuale diretta concorrente, per allungare una serie positiva che dura da quattro turni (tre pareggi e una vittoria nelle uscite precedenti), perché quando ti chiamo Prato e giochi in serie D hai l’obbligo di vincere ovunque.

L’ultima apparizione dei biancoazzurri all’Ardenza risale al 2017, con annesso ko per mano di un Livorno che si impose per 2-0. Stavolta di fronte c’è la seconda squadra all’ombra dei 4 Mori, una matricola che si sta rivelando la sorpresa del campionato. E quindi, blasone a parte, la Pls giocherà per vincere anche oggi.

I tatticismi, si sa, non fanno parte della filosofia di mister Matteo Niccolai, per di più oggi che ha a disposizione quasi l’intera rosa. Manca solo Giorgio Bachini e Filippo Bulli a centrocampo, sempre out per infortunio. Per il resto, tutti a disposizione e quindi la scelta è ampia in ogni reparto. Se in porta dovrebbe tornare Giorgio Blundo titolare, dopo due gare out per un problema fisico in cui è stato egregiamente sostituito da Vozza, gli altri reparti lanciano più soluzioni da sfruttare, ma il tecnico non rinuncerà certo ai suoi imprescindibili. Ristabilito dal piccolo acciacco muscolare, Giacomo Rossi ha voglia di tornare a segnare e mettersi in mostra come tutti i suoi compagni. Sul lato opposto, c’è attesa per vedere all’opera Ciccio Tavano, ex Livorno come Marco Cellini, che però non è tra i convocati. Un pezzo di storia recente amaranto torna a solcare il terreno del Picchi, ma sono tante le individualità che fanno la forza di un Prato che ha ben altre disponibilità rispetto ai biancoverdi.

Ma in campo si va in undici contro undici e ogni gara ha la sua storia. Sarebbe stato molto più bello godersi questa partita con il supporto del pubblico, che invece potrà solo sostenere a distanza i biancoverdi, che oggi giocano la prima gara interna nel 2021, dopo due trasferte consecutive. Un test di alto spessore, sotto a chi tocca. —

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