Il Tirreno

Livorno

serie a2 femminile 

I rimpianti di Degiovanni «Ci mancano dei punti ma il Jolly può salvarsi»

Donatella Domenici

Finito il girone di andata, vanno in scena solo i recuperi Le ragazzi di Pistolesi tornano sul parquet sabato 23

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Donatella Domenici

LIVORNO. Finito il girone di andata di un campionato di serie A2 femminile inguaiato dal Covid, la Lega, di comune accordo con la Fip, ha cercato di ritrovare una pseudo normalità per la fase di ritorno. Così, le squadre che non hanno potuto disputare gli incontri in programma, avranno venti giorni di tempo per rimettersi in pari, e per far questo sono state posticipate a fine regular season le prime due giornate di ritorno.

Si ripartirà il 23 ed il Jolly Acli, unica formazione in pari in quanto ha già recuperato i due match rinviati, saprà esattamente la sua posizione di classifica con i 6 punti conquistati. Ad oggi infatti, sotto il team labronico troviamo la Virtus Cagliari ferma a 0 ma con una gara da recuperare, e l’altra formazione sarda del Cus a 4, ma con tre gare da giocare. A pari punti Bolzano ma anch’essa in ritardo di due partite.

In questi giorni il team rosablu avrà la possibilità di rivedere molte cose. Coach Pistolesi e Ferretti potranno lavorare sia sotto l’aspetto tecnico che e soprattutto mentale, per far sì che il gruppo, autore all’andata di prove altalenanti, trovi una continuità. E poi la storia potrebbe cambiare se la società riuscisse ad ingaggiare unaa giocatrice d’esperienza.

Erica Degiovanni, neoarrivo nel team labronico, classe ’99 di Casale Monferrato, play di qualità, la scorsa stagione in forza a Bolzano, commenta così la prima fase del Jolly Acli: «Sicuramente potevamo fare qualcosina di più, qualcosa di meglio. Abbiamo perso male alcune partite, ma ne abbiamo vinte altre con merito. Però ormai i giochi sono fatti, bisognerà fare tesoro degli errori e andare avanti a testa alta, cercando nel girone di ritorno di fare solo meglio».

Una nota dolente è la discontinuità della squadra.

«Siamo un gruppo di giovani che si conosce da poco, e sicuramente pecchiamo un po’ di esperienza. Purtroppo in alcune partite ci sono capitati questi momenti di buio totale, che hanno compromesso le nostre prestazioni. Stiamo comunque lavorando anche sotto questo punto di vista».

Essere lontano da casa pesa sicuramente, ma con il resto del gruppo come si trova?

«Mi trovo abbastanza bene. Certo il fatto di essere lontana dalla mia famiglia, e con questi risultati in campo non proprio soddisfacenti, porta ad avere alti e bassi. Comunque sono fiduciosa e certa che anche la nostra maggiore coesione di gruppo potrà darà una spinta sotto tutti i punti di vista».

L’anno scorso era a Bolzano: che differenze ci sono con Livorno?

«Sono squadre completamente diverse. A Bolzano c’erano molte giocatrici d’esperienza che portavano a un modo di giocare differente. Sicuramente avevo meno responsabilità, ma oggi questo è motivo per fare ancora meglio».

Ma oltre al basket cosa fa Erica?

«Nulla (e scoppia in una bella risata… ndr), per adesso nulla ma contro di iscrivermi all’Università e riprendere con gli studi. D’altra parte mi sono avvicinata al basket da piccolissima (6 anni) e da allora non l’ho più lasciato. Ho centrato le finali nazionali U15 poi, a 18 anni ho fatto un anno in C a Vercelli poi Roseto e la convocazione con la Nazionale U20 . Il mio punto di forza è l’attacco ma sto crescendo, grazie a coach Pistolesi, anche in fase difensiva». —

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