Gioco
Colpo Libertas 1947: batte Empoli con le firme di Casella-Forti e torna al successo
La squadra di Garelli passa in trasferta con grande autorità. Difesa e sacrificio cancellano anche l’assenza di Castelli
EMPOLI. L’interruttore stavolta si accende e la Opus Libertas 1947, dopo due sconfitte consecutive, sbanca il fortino della Computer Gross Use Empoli (72-85) trascinata dal miglior Forti della stagione (10 punti, tutti nella prima fetta di gara, in 34 minuti, e 7 assist). Reazione gagliarda per la squadra di coach Garelli, che ha saputo dettare i ritmi fin dalle battute iniziali sopperendo in maniera eccellente alla pesante assenza di Riccardo Castelli sotto i tabelloni: al posto dell’ex Mestre, in quintetto, lo staff livornese adatta da 4 Andrea Casella, bravo a buttarsi alle spalle la prestazione abulica offerta contro Ozzano e autore di una partita solida da 17 punti (2/3 da 2, 3/4 da 3 e ben 11 rimbalzi).
Libertas 1947 micidiale nel leggere tutte le situazioni di mismatch a proprio favore e a fare il vuoto dentro il pitturato, specie con gli uno contro uno spalle a canestro degli esterni, più alti e più fisici rispetto ai pari ruolo empolesi. La seconda chiave è da ricercare nella fiducia ritrovata da parte di Antonello Ricci, guardia con licenza di fare anche il playmaker ma che a fianco di un regista puro ha dimostrato di valere mille volte tanto senza snaturare quelle che sono le sue caratteristiche da attaccante di razza: per lui 11 punti, frutto di penetrazioni velenose e sopratutto della tripla che ha spaccato la sfida del Pala Sammontana sul punteggio di 49-64. Un buon attacco, nato da uno scudo difensivo eretto per l’intero arco dei 40 minuti: l’Use, infatti, in rarissime circostanze è riuscita ad aprire le cerniera vinata abusando del tiro da fuori o sbattendo sul petto dei vari Ammannato, Onojaife, Toniato (15 punti) e Salvadori.E poi l’atteggiamento, aggressivo e compatto anche quando il capitano biancorosso Sesoldi (301 presenze in maglia Use) ha alzato la voce nel cuore del secondo periodo, illudendo i suoi sul 26-31.
Da questo momento in poi in campo si è vista solo la Opus Libertas 1947, meno bella nella ripresa rispetto ad un avvio scoppiettante ma come detto sempre dentro la partita con gambe, braccia e soprattutto testa. Testa che, spesso e volentieri (se non sempre...), vale il 95% della prestazione. Senza la testa, tutto il resto non conta e capita che Ozzano priva di due perni del roster vince a Livorno. Questo la Opus l’ha imparato e adesso, con due punti di platino in più nella borsa, attende fra 7 giorni sul parquet del Modigliani Forum la corazzata Umana Chiusi, ancora ferita della sconfitta incassata nel match d’esordio (81-83). La Libertas 1947 avrà un prezioso +2 da difendere, ma griffare un 2-0 negli scontri varrebbe quanto una miniera d’oro.
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