Gioco
L’uomo di Granito che esalta la PLS «Voglio un posto tra le prime cinque»
Dario Serpan
LIVORNO. C’è chi ama segnare e chi invece prova quasi più gusto a far segnare i compagni. Ma quando gonfia la rete, sono gol pesanti. Proprio come è successo domenica a Jonathan Granito, decisivo nella sfida vinta per 3-1 dalla Pro Livorno Sorgenti sul campo della Bagnolese.
Tre punti per interrompere una serie negativa che durava da due giornate e per salire al quarto posto in classifica a 19 punti. Al fianco dei biancoverdi c’è il Prato di Tavano e Cellini, due vecchie conoscenze amaranto. Per uno come Granito, che vanta trascorsi in serie C con le maglie di Cuoiopelli e Carrarese e ha collezionato poi numerose esperienze tra serie D ed Eccellenza, sarà un piacere trovarsi di fronte simili colleghi di reparto, ammesso che riusciranno a essere della partita. Tavano, infatti, è reduce da un infortunio e potrebbe tornare a disposizione proprio domenica per la trasferta del suo Prato all’Armando Picchi, mentre Cellini è alle prese con fastidi muscolari.
Superato il problema al ginocchio, Jonathan Granito si è già ripreso da qualche giornata il suo posto al centro dell’attacco. A Bagnolo, suo il gol (e che gol) dello 0-2, a cui fa seguire l’assist al bacio che permette a Camarlinghi di calare il tris e blindare il risultato.
Che partita è stata?
«Siamo stati bravi a trovare subito la rete contro una squadra ostica che abbiamo affrontato dopo due sconfitte, quindi il nostro morale non era al massimo. Soprattutto nella ripresa siamo venuti fuori e sono contento di aver segnato un gran gol».
Secondo gol stagionale per Granito: qualcuno la definisce un regista offensivo, più che un goleador. Concorda?
«Mi piace cercare sempre la soluzione migliore e guardare se qualcuno è messo meglio di me per andare al tiro. Sì, a volte preferisco più fare un assist che segnare. Magari farò meno gol, ma spero decisivi, come è successo domenica».
A 37 anni, che giocatore è Granito? E come guarda al domani?
«Fisicamente sono integro e con il passare degli anni ho modificato il mio modo di giocare, mettendomi più al servizio della squadra. Il calcio per me è sempre stato un lavoro, perciò finché sto bene gioco. Il domani si vedrà».
E invece, data la sua esperienza, dove pensa possa arrivare questa Pro Livorno Sorgenti?
«Il primo obiettivo è la salvezza, ma io credo che, pur restando con i piedi per terra, possiamo puntare in alto. Il cammino è lungo, speriamo di poterci giocare fino in fondo un posto tra le prime cinque».
A tal proposito, domenica contro il Prato è scontro diretto.
«Sì, è una gara spartiacque per noi, ma non decisiva. Dobbiamo solo pensare a giocare come sappiamo, senza farci condizionare dal nome dell’avversario».
Come si trova un pisano a Livorno in una squadra di un quartiere popolare?
«Il campanilismo c’è sempre nel calcio, ma alla Pls c’è un ambiente familiare dove si sa andare oltre e si sta bene per tanti motivi. Io ho sempre cercato ovunque di farmi voler bene e poi credo che per vincere i campionati la cosa fondamentale sia il gruppo. La serie D è tosta, ma noi possiamo giocarcela con tutti». —
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