Gioco
Garelli alza la mano e giustifica i suoi «Se la Libertas ha perso è colpa mia»
L’analisi dopo la sconfitta contro Ozzano: «Loro ci hanno messo cuore e voglia di vincere per 40’, noi solo a tratti»
Andrea Masini
LIVORNO. Qualcosa si è inceppato e sarà compito di Gigi Garelli - da oggi fino alla delicata sfida di sabato ad Empoli - capire cosa, ma soprattutto come e perché: il coach della Opus Libertas 1947, nel post partita contro la Sinermatic Ozzano, si è assunto tutte le responsabilità della prima sconfitta interna stagionale, maturata tre giorni dopo la battuta d’arresto sul parquet di San Miniato: «A capo della banda ci sono io - precisa l’allenatore di origine forlivese, ex Crema - e quindi se la squadra si esprime al di sotto delle proprie potenzialità la colpa in primis è mia; probabilmente nelle 72 ore successive alla scoppola di San Miniato non sono riuscito a toccare le corde giuste e mettere in guardia i ragazzi sui pericoli che la gara con Ozzano avrebbe potuto nascondere».
Coach, la sensazione è che la New Flying Balls l’abbia vinta sul piano dell’orgoglio. È d’accordo?
«Per fortuna nel basket, ma in generale nel mondo dello sport, continuano ad esistere valori che vanno oltre gli aspetti fisici e tecnici; Ozzano il cuore e la voglia li ha messi sul campo per l’intero arco dei quaranta minuti, noi soltanto per una piccola fetta di gara e questo nei minuti finali ha fatto tutta la differenza del mondo. Avrò molto su cui riflettere…».
Una sfida che la sua Opus ha perso non una, ma due volte…
«Si tratta di una sconfitta che fa male per tutta una serie di motivi, molti dei quali - ripeto - che valicano le mere considerazioni tecniche. Nel corso della partita sono venuti a galla pure gli acciacchi fisici che tormentano da alcune settimane Marchini e Ammannato, ma è ovvio che non posso costituire un alibi. La verità è che l’abbiamo interpretata male fin dall’inizio e quando accetti di giocarla sui binari pericolosi spesso capita di pagare dazio».
Eppure, nonostante un approccio sottotono, eravate riusciti a rimetterla in piedi.
«Sì, salvo poi spegnere nuovamente la luce. Ozzano invece ha continuato a crederci e l’ha portata via. Se a Befana avevamo ricevuto una lezione sul piano dell’intensità dalla Blukart San Miniato, domenica a mio avviso la Sinermatic ci ha dato una lezione di vita. Mi auguro che riusciremo a farne tesoro in vista dei prossimi difficili impegni…».
Come si volta pagina?
«Sul piano psicologico: sopra di 8, nel quarto periodo, ci siamo lasciati andare facendo ancora peggio della prima metà partita. Evidentemente non sono stato in grado di far capire ai miei giocatori che non giocavamo contro dei relitti reduci da problemi di Covid. Sapevo benissimo che sarebbero venuti qua con la bava alla bocca e così è stato. Hanno tenuto un atteggiamento conservativo in difesa e noi ci siamo incartati attraverso un attacco sterile e giocando senza ritmo e senza nessun criterio. Ribadisco il concetto: quando la squadra va in campo con questo atteggiamento e non riesce a trovare il bandolo della matassa la colpa è mia prima di tutto. Ora - chiude coach Garelli - torniamo in palestra, resettiamo tutto e sarà importante mettere subito anima e corpo sulla complicata trasferta che ci aspetta sabato ad Empoli». —
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