Gioco
Cecina ci mette sempre l’anima «Che peccato»
Coach Russo applaude la squadra ma si tiene un rimpianto «A 10” dalla fine la palla decisiva andava gestita meglio»
Francesco Parducci
CECINA. Questa volta il cuore grande della Sintecnica non è bastato. Per vincere sul campo della capolista S.Miniato non bastano coraggio, tecnica, difesa e consapevolezza. Bisognerebbe almeno potersela giocare ad armi pari, in modo di arrivare ai minuti finali con la testa lucida e le gambe ancora reattive. Invece, con Guerrieri e Bartoli in panchina con la faccia triste senza poter dare alla causa nemmeno un minuto, ci sarebbe voluto un miracolo. Ma quelli, per chi ci crede, accadevano in Palestina circa 2.000 anni fa. Qua si tratta di basket e il più delle volte due più due fa quattro.
Coach Russo, comunque un'altra gran bella prova dei suoi ragazzi.
«Non ho assolutamente niente da rimproverare alla squadra, né per l'atteggiamento né per come la partita è stata interpretata, dall'inizio alla fine. Abbiamo giocato punto a punto sul campo della capolista partendo in condizioni di inferiorità: era impossibile recuperare Guerrieri e Bartoli in tre giorni e, purtroppo, la vedo dura anche per domenica prossima, ma di questo riparleremo».
In ogni caso una sconfitta che si poteva mettere in preventivo e che non cambia niente in classifica.
«È vero, ma la ritengo anche una sconfitta ingiusta. Per come si è giocato, per le condizioni di partenza, per l'andamento della gara, non meritavamo di perdere questa partita».
Un rammarico in particolare?
«A volte, anzi quasi sempre, le partite punto a punto vengono decise dagli episodi: a 10” dalla fine eravamo due sotto con la palla in mano e la possibilità di cercare il tiro della vittoria. Invece palla persa, càpita quando non ne hai più dalla fatica. Un po' più di fortuna la meritavamo».
Sembra comunque che partita dopo partita la squadra acquisti sempre più consapevolezza di non essere l'ultima arrivata al ballo della serie B...
«Può essere, ma io, Elmi e Parietti non abbiamo mai pensato di essere degli intrusi in questo campionato. Anzi, crediamo di avere una buona squadra con del talento dentro anche se giovanissima. Forse qualcuno aveva dato retta a certe voci estive che ci volevano come rinuncianti alla serie B con tanto di titolo in vendita. Non è mai stato così».
Ceparano e Bechi, i talenti venuti dal Don Bosco, hanno prodotto in due 71 minuti e 28 punti. Anche questa è una soddisfazione.
«Ceparano aveva già avuto esperienze, sia pure marginali, ad alto livello e sapevo che una volta ritrovata la condizione fisica sarebbe stato un giocatore da quintetto. Bechi è una bella scoperta. E' un 2002 e vederlo in campo 38 minuti alla sua terza partita in questa categoria è un motivo di orgoglio. Ma, come vi avevo detto in estate, è un po' questa la nostra missione. Dobbiamo dimostrare ai tanti giovani che giocano a basket che qui c'è la possibilità di farlo a alto livello se se ne hanno le capacità, se si è disposti a allenarsi bene e con continuità».
Come dicevamo prima, almeno non è cambiato niente in classifica grazie alle sconfitte di Piombino e Firenze.
«È un peccato. Vincendo e, ripeto, lo avremmo meritato, avremmo scavato un bel solco con queste due. Ma ora non pensiamoci più e cominciamo a pensare alla prossima gara». —
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