Gioco
Il Livorno dei giovani non può bastare: al Picchi passa anche la Pro Patria (0-2)
Gli amaranto perdono perché oggi non è una squadra presentabile. Chiariamo subito: non è certo colpa di questi ragazzi (anzi, ragazzini…)
LIVORNO. Non si inventa niente nel calcio. Si, puoi metterci il cuore e sopperire a una differenza medio-minima, ma quando sei “troppo peggio” il finale è scritto: perdi. E il Livorno perde perché oggi non è una squadra presentabile. Chiariamo subito: non è certo colpa di questi ragazzi (anzi, ragazzini…) se arriva una Pro Patria qualsiasi e dopo un quarto d’ora è già in vantaggio 1-0 più un palo colpito.
Loro cosa devono fare? Provate a leggere la formazione e scoprirete che nell’undici iniziale non c’era neanche un giocatore che sulla carta in questa stagione doveva giocare titolare. Forse solo Gemignani. Non Stancampiano (che era arrivato per fare la riserva di Furlan), non i tre centrali che si sono ritrovati lì quasi per caso dopo la svendita di Gonnelli e Gasbarro e il ko di Di Gennaro, non Haoudi che a inizio stagione era un aggregato, non Morelli o Piccoli, e neanche Mazzeo e Braken che avrebbero fatta panca ci fosse stato un attaccante mica fenomeno ma almeno 15 gol a stagione.
La speranza è che questo nostro pensiero sia condiviso anche dai dirigenti. Perché non si può nascondere la realtà dei fatti. Oggi il Livorno, con questa formazione, è destinato a franare in serie D. Poi ci sarebbe da scrivere un libro sulle colpe di essere adesso in questa situazione, ma ci sarà modo di farlo più avanti. Intanto tutti devono prendere atto che senza fideiussione e senza rinforzi (e non altri “bimbi” ma giocatori pronti) il finale purtroppo è scritto.
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