Gioco
I baby salvarono quel Livorno del ’57 decimato dal virus
Disponibili solo due titolari su undici per colpa dell’influenza asiatica, ma arrivò la vittoria
amarcord
Il Livorno di Dal Canto è in emergenza? E che volete che sia! Quella di domenica non sarà la prima volta che accade. E neppure l’ultima. In realtà la prima volta, chi ha dai 70 anni in su, se la ricorda bene. La data è lontana nel tempo: 20 ottobre 1957, allenatore Ugo Conti. Avversario la Fedit Roma per la sesta giornata di serie C. Anche in quel periodo infuriava la pandemia. A decimare la squadra fu l’influenza asiatica. Giocatori titolari a disposizione dell’allenatore? Due su undici.
Impossibile chiedere il rinvio, fu paventata l’ipotesi di tesserare come calciatore lo stesso mister. L’eventualità fu scartata e la società decise di mandare in campo le riserve, uno stuolo di ragazzini a cui quel giorno fecero da chioccia il portiere Gasparri (il più vecchio di tutti con i suoi 27 anni), il terzino Bonamici (26) e l’eroico Lupo Balleri (24) che da livornese purosangue, scese in campo nonostante avesse qualche linea di febbre. E il resto? Giovani, giovani e ancora giovani. L’età media degli undici che scesero in campo quella domenica dell’ottobre di 64 anni fa era di 21,6 anni. Se non è un record, poco ci manca. Media che, calcolata ai dieci giocatori di movimento (escludendo quindi il portiere ‘anziano) scendeva a 21,1.
Quel giorno debuttò in prima squadra Mario Bianchi (all'epoca 19enne) che intere generazioni di tifosi in seguito avrebbero conosciuto come lo storico gestore del bar sotto la tribuna dello stadio. Bianchi giocò e anche bene da terzino destro, facendo coppia dalla parte opposta con un altro esordiente: Dino Stefanutti (18 anni).
La Fedit Roma, non sarà stato il Real Madrid, ma era comunque avversaria temibile: la classica buonissima squadra di categoria che per giunta invece tutti i titolari, risparmiati, per loro fortuna dal contagio.
Insomma: doveva essere una partita da 2 fisso. E invece fu una partita da 2…a 0 per il Livorno. Sì, perché il condottiero Balleri, uno che sarebbe morto in campo prima di perdere soprattutto all’Ardenza, portò per mano la squadra verso un successo clamoroso. Pronti via e gli amaranto iniziarono ad attaccare e trovarono il gol con una mezza rovesciata di Sergio Scaramelli (20 anni). Fu una gara e senso unico, “messa in ghiaccio” come si usa dire oggi, da Mària (classe 1933) all’83’. Finì in gloria e quel successo insperato e conquistato con atteggiamento molto livornese.
Una vittoria che i tifosi hanno ricordato per decenni. Perché ci sono partite che non fanno vincere campionati o coppe dei campioni, ma che restano nel cuore e che ti fanno dire con orgoglio: “io c'ero”. Come Livorno-Como dell'ottobre 2003 vinta 2-1 in nove contro undici e in rimonta grazie ai gol di Protti e Grauso. Adesso però è giusto rendere onore agli “eroi” del 20 ottobre 1957.
Questa la baby-formazione di quel giorno: Gasparri, Bianchi, Stefanutti, Bonamici, Tellini, Balleri, Degano, Filippi, Mària, Compagnoli, Scaramelli. Allenatore Ugo Conti. —
F.P.
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