Gioco
Pielle e Don Bosco in attesa Angiolini: «Spero il via a febbraio»
Francesco Parducci
livorno. Serie C e successive, ancora incertezze. E siccome i guai vecchi li avevamo quasi finiti, ecco che arrivano quelli nuovi, leggi mutazione del virus con tutte le incognite legate all'efficacia del vaccino di imminente partenza. Chiaro che in questo clima fare previsioni è un mero esercizio probabilistico, anche se c'è chi si sforza di mantenere un po' di ottimismo.
È il caso di Walter Angiolini, livornesissimo coach di quel Cus Pisa che nei preventivi sembrava destinato a recitare da protagonista nel campionato di Silver. «Io voglio continuare a credere – dice – che un campionato in qualche modo ci sarà anche per noi, forse qualche dubbio in più per la D e campionati successivi dove magari più d'uno non se la sentirà di rischiare. Ma occorrerà mettere dei paletti ben chiari: intanto la Federazione dovrà trovare il modo di mettere a disposizione delle società un sistema di controlli a prezzo politico da ripetersi di frequente. Fermo restando che chi non se la sentirà di giocare dovrà mantenere la sua categoria anche nella stagione successiva».
E per quanto riguarda la tempistica?
«Venendo dalla festività a seguito delle quali un aumento dei contagi sarà fisiologico, anche se ovviamente tutti speriamo di no, credo che il 16 gennaio come data di ripartenza dell'attività sia un po' ottimistico. Credo più realistico l'inizio di febbraio, con un mese di allenamenti e inizio dei campionati, ovviamente accorciati per quanto riguarda le formule, a marzo per andare avanti fino a luglio».
Tutto, meno che saltare in tutto la stagione.
«Per il movimento sarebbe una mazzata terribile, alcuni giocatori chiuderebbero con il basket agonistico, anche a livello giovanile potrebbero aversi delle perdite dolorose. Non dimentichiamo che il basket cosiddetto minore è fermo ormai da quasi un anno, aggiungerci altri 8/9 mesi sarebbe, parlando da un punto di vista sportivo, una tragedia».
Intanto la vostra attività, come quella di tutte le altre, è ferma...
«Totalmente. I ragazzi - chiude Walter Angiolini - cercano di tenersi in forma da soli, con pesi in casa e corsa fuori. Ma niente tutorial o altre cose del genere. Tutto fermo anche per quanto riguarda i giovani, giù fino al minibasket. E questo pesa molto a tutti. Il basket ci manca». —
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