Gioco
Quattro volte super-Libertas E ora è fuga
La soddisfazione del gm Dellanoce: «Piazza prestigiosa, è giusto avere degli obiettivi importanti. Ora aspetto i tifosi»
Andrea Masini
LIVORNO. In punta di piedi la scorsa estate si è diretto a Livorno, via Crema: Giuseppe (al secolo Beppe) Dellanoce è uno dei principali artefici - assieme a coach Gigi Garelli - del meraviglioso avvio di stagione della Opus Libertas 1947. È colui che, tra luglio e agosto, è riuscito a strappare alla concorrenza pezzi pregiati come
Marco Ammannato (una vita in A2) e Riccardo Castelli, oltre al jolly di Andrea Casella calato all’alba della regular season. Un giemme a tutto tondo, oramai figura chiave dello scacchiere libertassino.
Dellanoce, con quali criteri - in estate - avete pensato ad un roster di questo calibro?
«Una volta ricevuto il mandato del presidente Consigli e del Cda, mi sono detto: a Livorno, alla Libertas 1947, fare progetti a lungha scadenza non è possibile. Piuttosto occorre una squadra competitiva, in linea con le aspettative della piazza e potenzialmente in grado di portare risultati immediati».
E quindi...
«Di comune accordo con il coach (Garelli, ndr) - che sa vincere, e soprattutto gestire personalità importanti - si è quindi deciso di puntare su Ammannato e Castelli e su qualche scommessa, non certo per me e Gigi, tipo Toniato e Ricci. Anche il capitano Francesco Forti è un anello di congiunzione di capitale importanza, al pari di Salvadori e Marchini».
Poi in extremis è arrivato Casella.
«Quando si presenta un’opportunità, è giusto coglierla».
Quattro su quattro: qual è il segreto di un inizio così importante?
«Come in tutte le cose, la concentrazione e le motivazioni stanno alla base dei successi sportivi, oltre ad avere le idee chiare e compiti assegnati. Questi ragazzi mettono davanti la maglia alle statistiche. L’esempio è Ammannato, decisivo in difesa con Piombino e Chiusi - realizzando poco - e autore di 27 punti a Firenze».
La sensazione, domenica dopo domenica, è che la Libertas 1947 possa ambire a qualcosa di davvero importante…
«La piazza, ribadisco, è prestigiosa e quindi la Libertas 1947 in qualche modo è costretta ad andare di pari passo. Dietro le vittorie, tuttavia, non ci sono solo gli attori protagonisti, ma un’organizzazione che lavora ai dettagli nel quotidiano: penso al vice allenatore Matteo Pio, oppure allo staff medico capeggiato da Andrea Giorgetti. E poi, cosa fondamentale, i ragazzi stanno bene insieme, hanno fame e voglia di divertirsi».
Luca Toniato: guardia/ala - del ’98 - che lei già conosceva e che ha voluto fortemente anche a Livorno. Fino a dove potrà spingersi in futuro questo gran bel talento?
«Luca, partita dopo partita, si sta evolvendo. Può ricoprire 2/3 ruoli e pure sotto l’aspetto mentale ha compiuto passi da gigante. Se riuscirà ad affinare anche il tiro dalla lunga distanza, piazzato e dal palleggio, allora potrebbe diventare un fattore in categorie superiori…».
Parlando un attimo di Livorno: si è già affezionato alla città? E che ambiente ha trovato in Libertas 1947?
«Sul mare si vive alla grande. E in via Borra ho trovato uno staff competente, umile, che vede in me un punto di riferimento. Saltare dalla Serie C Silver alla Serie B non è un gioco da ragazzi ed io sono qua per far crescere ulteriormente la famiglia Libertas».
La sosta natalizia cade a puntino, oppure avreste preferito continuare a giocare dopo 4 vittorie consecutive?
«Bella domanda: veniamo da un trend positivo, quindi altre due partite le avrei giocate, anche solo per recuperare al cento per cento Forti e Salvadori. Comunque gli allenamenti proseguiranno fino a domani (23 dicembre, ndr) e la ripresa è fissata per il 28».
Adesso, malgrado la curva epidemiologica continui a decrescere in maniera molto lenta, non resta che ritrovare il pubblico…
«Ritrovare la normalità, aggiungo. Il basket, come molti altri sport, ha bisogno dei tifosi. Manca il sale durante le partite. Chiudo ponendo una riflessione personale: perché non si dà la possibilità di entrare al palasport a chi volontariamente effettua il tampone rapido 48 ore prima della palla a due?». —
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