Gioco
Non c’è respiro: subito domani si va a Vercelli
Futuro a rischio ma la squadra comunque scende in campo C’è anche il problema del gol: siamo a secco da 355 minuti
LIVORNO
Subito in campo. Senza sosta, appena tre giorni dopo la sconfitta di Pistoia resa ancora più amara dal nome del nostro giustiziere: l’ex Ciccio Valiani. Il calcio non fa sconti. Mai. Valiani, dopo due anni e mezzo perfetti in maglia amaranto fu lasciato libero senza troppi complimenti, forse perché ritenuto ingombrante al pari di un altro pilastro tecnico e di personalità come Alino Diamanti. E alla fine gli errori di valutazione si ritorcono sempre contro chi li ha commessi, in una eterna legge del contrappasso.
Intanto però si torna a giocare e va pure bene così perché almeno squadra e staff tecnico proveranno a tenere la testa impegnata nella preparazione della sfida di Vercelli e non dovranno necessariamente prestare attenzione alle grottesche vicende societarie.E poi quella del ‘Piola’ potrebbe addirittura essere l’ultima partita della gloriosa storia amaranto, per cui vale la pena sparare tutte le cartucce in questo mercoledì lavorativo. D’altronde senza soldi si chiude bottega e arrivederci a chissà quando e chissà dove.
La sconfitta con la Pistoiese – altra squadra dalla cifra tecnica modestissimi – ha acuito la crisi che a questo punto della stagione è diventata globale perché non riguarda solo la società, ma anche la classifica.
Il Livorno è precipitato nella zona calda e al momento non sembra essere in grado di abbozzare una benché minima reazione degna di tale nome, più o meno come accaduto domenica sul campo degli arancioni. Incassato il gol (che definire evitabile è un eufemismo), alcuni giocatori amaranto hanno dato la sensazione di provarci più per dovere che per convinzione. E con questo atteggiamento il destino è segnato.
La discesa verso l’inferno per il momento segue i principi di un moto rettilineo uniforme: in pratica il Livorno sta andando giù in classifica a velocità costante senza quasi che ce ne accorgiamo. Il peggio, però, deve ancora venire.
Il quadro è drammatico anche per un altro motivo: tra dieci giorni Marsura, Murilo, Porcino e Agazzi saluteranno la compagnia e così la rosa sarà indebolita. Non solo: ci troviamo addirittura nella condizione di considerare la futura penalizzazione, come male minore rispetto alla paventata esclusione dal campionato.
Amaranto significa ‘che non appassisce’, ma nell’ultimo mese e mezzo il Livorno si è deteriorato eccome. Lo abbiamo visto ad occhio nudo. Lo dicono le cifre. Prendiamo ad esempio le ultime otto partite di campionato.
Nelle prime quattro la squadra di Dal Canto ha ottenuto tre vittorie e una sconfitta: due consecutive (in casa del Renate e contro la Pergolettese) più il rotondo 3-0 con la Giana. Nel mezzo c’è stata la sconfitta (rocambolesca) di Alessandria. Furono 11 i gol segnati e 5 quelli subiti per un bottino complessivo di 10 punti che portarono gli amaranto a ridosso delle prime.
Nelle successive quattro uscite il Livorno si è afflosciato, fino a fermarsi. Un solo pareggio (il brutto 0-0 interno con il Pontedera) e tre ko con Carrarese (1-2 all’Ardenza), Grosseto (0-1 al 93’ allo Zecchini) e a domenica a Pistoia. Un solo, misero punto, racimolato contro squadra che in passato erano già strafelici alla sola idea di potersi misurare con gli amaranto. In quest’ultimo poker di partite sono state incassati pochi gol (4), ma l’attacco amaranto non ha prodotto nulla. L’unica esultanza fu provocata dal gol del momentaneo pareggio di Di Gennaro con la Carrarese, il 14 novembre scorso. Da allora, davanti è stata fatta scena muta e complessivamente – senza contare dei minuti di recupero – la sterilità offensiva dei ragazzi di Dal Canto ha toccato quota 355’. Chissà, forse per invertire la tendenza – nel messo di un tour de force da quattro eventuali partite in dieci giorni – saranno messi a riposo già da domani i giocatori più ‘bolsi’, magari per puntare su qualche giovane rampante, extrema ratio di una situazione disperata.
Adesso servono una serie di imprese. In società, per trovare i soldi in grado di salvare capra e cavoli. In campo per uscire indenni dalla partita di Vercelli.
Quale sarà la più facile da compeiere? Intanto la partita del 'Piola' merita di essere affrontata a testa alta e viso aperto perché tanto ormai non c'è più nulla da perdere. Forse solo la dignità, ma la squadra dinanzi alla pochezza etica dei suoi dirigenti, da questo punto di vista sarà sempre a credito per cui da questo punto di vista, non dovrebbe avere nessun tipo di timore di sfigurare. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
