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LIVORNO IN CAMPO OGGI  

A Pistoia per restare a testa alta sul campo «Il nostro lo facciamo, ma la società dov’è?»

Fabrizio Pucci
A Pistoia per restare a testa alta sul campo «Il nostro lo facciamo, ma la società dov’è?»

Dal Canto ci mette sempre la faccia: «Essere estromessi ora sarebbe la fine più becera per una società storica»

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LIVORNO

Pistoia crocevia di uomini, di storie, di ‘quasi’ ex come il tecnico degli arancioni Riolfo, ultimo allenatore assunto da Spinelli (a fine agosto) prima di essere silurato per Dal Canto pochi giorni dopo, al primo scossone societario. E anche di ex veri, come Ciccio Valiani oggi uomo simbolo della Pistoiese, ma dopo aver dato tutto per il Livorno in due anni e mezzo esemplari nell’ultimo segmento della ‘grandeur’ amaranto prima dello sfacelo.

E proprio oggi a Pistoia rivedremo – con la nostra maglia - un altro giocatore che di quel periodo già decadente, ma comunque florido e propositivo fu il simbolo nell’estate del 2017: Pasquale Maiorino. Il fantasista pugliese è stato riabilitato da Dal Canto dopo essere spartito dai radar, fagocitato per mesi nelle pieghe di un contratto lunghi e dalle clausole controverse. A pochi giorni dall’ora ‘X’, quella che può sancire l’esclusione della squadra dal campionato lo stato d’animo è sospeso tra il timore della fine, la nostalgia del passato e la necessità di pensare alla partita, perché di certo la Pistoiese non si lascerà impietosire delle angustie amaranto. Anzi. Quello di oggi è uno scontro diretto in chiave salvezza e figuriamoci se la truppa di Dal Canto troverà tappeti rossi ad accoglierli. Il Livorno comunque non parte battuto e l’idea è di andare incontro al destino a testa alta: con tre punte, se Marsura dà garanzie di tenuta.



Tutto però diventa drammaticamente residuale dinanzi alle problematiche societarie. Dal Canto, uomo serio, non si nasconde dietro a un dito: «Siamo tutti molto preoccupati - ha dichiarato alla vigilia di questo derby - perché si sta avvicinando la data decisiva per le nostre sorti. noi siamo sempre stati inappuntabili. Sul piano dell'impegno e della dedizione siamo stati irreprensibili, ma temo che il primo pensiero in queste ora non sia, come dovrebbe essere, per la partita con la Pistoiese. E' normale. E' umano».

Il tecnico veneto ha poi rincarato la dose: «Se saranno effettuati i pagamenti, tireremo un sospiro di sollievo, altrimenti potrebbe avvicinarsi la nostra estromissione dal campionato. E questo fa male. Per la storia e il blasone del club, ma anche per i dipendenti della società che resterebbero senza lavoro. Si tratta di persone che sono sempre state al nostro fianco. Che hanno lavorato con noi e per noi. Da parte nostra dal 4 settembre abbiamo ricevuto decine e decine di rassicurazioni da parte dei dirigenti, ma di fatto non ne abbiamo visti. Non abbiamo neanche una fideiussione regolare a coprirci le spalle».

Dal Canto ha usato toni accorati: «Viviamo con le paure di ogni lavoratore. Accanto a noi ci sono ottime persone: massaggiatori, magazzinieri, membri dello staff che continuano a lavorare senza essere pagati. A loro va il nostro ringraziamento».

A metà della prossima settimana conosceremo il destino del Livorno. Dal Canto lo ha definito “momento limite di tutto”: «La scadenza del 16 dicembre è vicina. Essere estromessi dal campionato prima di Natale sarebbe la fine più becera per una società gloriosa come il Livorno. Non è più possibile rimandare i versamenti. Lunedì ne abbiamo già 14».



Dal Canto ha parlato (poco) anche della gara di oggi sul campo di Pistoia: «La classifica non mente mai. La Pistoiese ha qualche punto meno di noi per cui quello che andiamo ad affrontare è uno scopntro diretto. Cercheremo di restare concentrati su ciò che dovremo fare per ottenere risultato. Quanto ai singoli, Bussaglia non è al massimo anche se riesce a darci sostanza in mezzo. Noi - chiude Dal canto - abbiamo qualità e lui ci dà anche quantità». —



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