Gioco
A Pistoia in pullman , la partenza al mattino
Il piano trasferta della squadra amaranto per il derby: niente ritiro né pernottamento, ma sosta-pranzo in hotel alle 11,30
livorno
Bambole non c’è una lira. E non perché il vecchio conio ormai è fuori corso. Che siano lire, euro, dollari o rubli, le casse del Livorno sono desolatamente vuote. E che senza soldi non si vada da nessuna parte lo sanno tutti, anche i muri tranne gli attuali dirigenti amaranto.
Già, ma loro da settimane stanno «lavorando alacremente» per mettere a posto le cose, per effettuare quei versamenti da cui dipende il futuro della società e che rimandano puntualmente ogni giorno a quello successivo. Sì, perché conoscono meglio il significato del verbo «procrastinare» di «pagare». Nel frattempo però abbiamo assistito a scene mai viste a queste latitudini neanche negli anni peggiori, quando la società non riusciva a mettere insieme il pranzo e la cena. I ragazzi del settore giovanile si sono visti chiudere in faccia per morosità i cancelli del campo sportivo “Piancastelli” di Banditella e “Priami” di Stagno. E quando a rimetterci sono i giovani e i loro sogni, il cuore sanguina.
Non è andata meglio al gruppo di Alessandro Dal Canto. Al Centro Coni i giocatori della prima squadra non li vogliono più vedere nemmeno in fotografia. Per loro è sbarrato anche l’ingresso al ristorante della struttura di Tirrenia. Dopo tutto il Coni non è mica la Caritas che eroga pasti caldi agli indigenti. Off limits anche il terreno di gioco e gli spogliatoi. E fortuna che gli amaranto hanno trovato rifugio in Borgo Cappuccini nello splendido campo sintetico dell’Academy, in Piazza Gavi. A titolo gratuito perché chi ha il cuore amaranto non tradisce mai.
Magari soffre in silenzio, ma nel momento del bisogno, una mano la tende. Sempre.
Il peggio però deve ancora arrivare. È previsto per domani. Alle 15 in punto il Livorno deve scendere in campo in casa della Pistoiese. La trasferta è corta e questa è un’altra mezza fortuna. Il motivo è tanto semplice quanto grottesco. La squadra – nell’ottica societaria del contenimento dei costi o più realisticamente per l’impossibilità oggettiva sostenere il peso delle spese logistiche – partirà alla volta di Pistoia di prima mattina. Il ritiro prepartita? Le notti insonni prederby nelle camere di albergo? Roba da ricchi, che oggi non siamo più tra indignazione e nostalgia. Di Gennaro e compagni saliranno a bordo del pullman dopo colazione. Durante il tragitto si fermeranno in un hotel dove il minimo sindacale che adesso passa il convento consentirà loro di pranzare alle 11 e 30 e di prepararsi in tutta fretta al match contro gli arancioni. Insomma sarà una trasferta “vecchia maniera”, da giocatori della domenica e normali lavoratori durante la settimana. Una trasferta da teatro dell’assurdo che però non deve costuitire un alibi per chi andrà in campo e comunque dovrà lottare. Perché nonostante il professionismo non abiti più qui, noi siamo il Livorno e sebbene sgualcita e messa a dura prova, la maglia amaranto resiste. Col suo blasone e la sua storia. —
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