Gioco
Garelli-Russo: il duello inizia sulle panchine
Il coach Libertas: «Non mi fido, loro sono giovani e forti» Il coach Cecina: «Avversario inarrivabile per noi, però...»
LIVORNO
Gigi Garelli - il capo allenatore della Opus Libertas 1947 - non si fida del Basket Cecina: «La prima di campionato - afferma l’ex Crema - ha confermato le qualità che erano già emerse durante la Supercoppa, ovvero che si tratta di una squadra molto giovane (3 soli senior, di cui 2 del ’97, ndr) ma di grande qualità, aggressiva, che ama giocare ad alto ritmo, mettendo pure in conto qualche piccolo passaggio a vuoto. Fino ad oggi, hanno vinto o perso con margini sempre al di sotto dei 10 punti e questo dato avvalora il mio pensiero di quanto la Sintetica sia formazione spigolosa e da prendere con le molle».
Rispetto all’esordio di Chiusi, la Opus avrà nell'arco un capitano più, Francesco Forti, finalmente uscito dal tunnel del Covid: «La condizione ovviamente non è ancora ottimale, ha lavorato 4 giorni con la squadra e quindi sarà nei 12. Per il resto, la settimana è filata via senza particolari problemi; abbiamo avuto qualche stop and go, ma niente di grave rispetto ad un mese fa quando fummo costretti ad allenarci in 6/7 a causa del Covid».
Ieri pomeriggio, per la prima volta, la Libertas 1947 ha messo piede sul parquet del Modigliani Forum: «Il fattore campo influirà per l’1%, dato che il sabato ci limitiamo al ripasso del piano partita. Detto questo, ribadisco il concetto di non sottovalutare il Basket Cecina per nessun motivo e le grandi individualità di cui dispone coach Russo, ivi compreso il recupero di Ceparano».
L’esterno classe 2001 - scuola Don Bosco, la passata stagione a Trapani in A2 - dovrebbe infatti aumentare il proprio minutaggio, dopo la breve apparizione all’esordio: «Non ancora i 40 minuti nella gambe - confessa Roberto Russo, head coach della Sintetica - ma con il passare dei giorni sta crescendo e sicuramente ci sarà una bella mano».
Russo che dovrà fare a meno di (almeno) due pedine fondamentali: «Non è il mio né lo stile del Basket Cecina cercare alibi, giocheremo a viso aperto con chi è abile arruolato; nel roster ho diversi giocatori importanti, capaci di mettere i bastoni fra le ruote a chiunque. Ovviamente se li avessi avuti, saremmo stati in grado di esprimere al 100 per 100 la nostra pallacanestro, ma non importa. Chi scenderà in campo, sono certo lo farà con le motivazioni a mille. La Libertas 1947? Mi associo alle parole del mio presidente e non è per fare la vittima: oggettivamente ci troviamo di fronte ad una situazione di Davide contro Golia. A mio avviso, la Opus è la migliore squadra del gironcino A2. Hanno talento, qualità, fisicità sul perimetro e dentro l’area, e in questo momento per noi sono inarrivabili. Sarà sicuramente una sfida complicata, ma non ci tiriamo indietro e vedremo di escogitare qualcosa per metterli in difficoltà».
Il derby, come detto, andrà in scena sul parquet del Modigliani Forum, a distanza di oltre 10 anni dall’ultima apparizione di una squadra livornese in un campionato nazionale sotto la cupola di Porta a Terra. E in quel Basket Livorno - Trenkwalder Reggio Emilia (26 aprile 2009) c’era un appena 20enne Andrea Casella: «Bello poter tornare dove tutto è iniziato - confessa il nativo di Ghezzano -, peraltro uno dei palazzetti più belli d’Italia. Brutto, per il fatto di doverlo fare senza pubblico, nella speranza che l’emergenza sanitaria si attenui. Perché la Libertas 1947?
Dopo tanti anni in giro per lo stivale, ti accorgi quanto sia importante avvicinarsi a casa e alcune motivazioni personali, con il progetto Opus a due passi, hanno fatto sì che oggi sia un giocatore della Libertas 1947».
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