Gioco
Anche il ristorante chiude le porte al Livorno e i giocatori tornano a mangiare a casa
I gestori della tavola calda del Coni: «Basta, non ci hanno ancora pagato». Intanto Carrano non si vuol dimettere
LIVORNO
Sono più i Cda convocati da Heller, che non i soldi messi da Carrano nel Livorno. Vabbè, sarebbe bastato anche un solo Cda...
Il conto alla rovescia continua, siamo a meno 10 dall’ultima data possibile per pagare i soldi di stipendi, contributi e altre tasse, e non essere esclusi dal campionato. Dieci giorni. Una corsa contro il tempo. E la strada non è in discesa. Anche ieri è andato in scena un Cda online nel quale alla resa dei conti il Gruppo Carrano non è uscito di scena. Oltre naturalmente (ma questo lo davamo per scontato) a non aver messo quei 200mila euro, pari al 25% della ricapitalizzazione, che Heller da giorni ripeteva che sarebbero arrivati. Anzi, per la verità domenica scorsa allo stadio disse “non ci sono problemi”. I problemi invece ci sono eccome.
Nonostante le pressioni della piazza, il blitz degli ultras e la mancanza di fatti, qui nessuno si dimette. È al suo posto Carrano che non si capisce cosa è venuto a fare a Livorno, è al suo posto Mariani che comunque ha sempre dichiarato di essere un manager del Gruppo Carrano, è al suo posto Heller che per ora nel suo ruolo di presidente ha solo ripetuto «è tutto a posto».
Qui l’unica speranza di vita è un brusco cambio di maggioranza. E, come vi abbiamo spiegato nei giorni scorsi, in effetti si sta creando un fronte che può andare in maggioranza: basti pensare che Navarra, Ferretti e Aimo insieme arrivano già al 56%, che salirebbe poi al 66% con l’eventuale supporto di Spinelli. Questa a oggi sembra l’unica speranza di vita, mentre non si può contare su Sicrea visto che il 34% delle quote continua a essere nelle mani di Carrano.
Ci sono troppe cose che non vanno. I campi chiusi per le giovanili sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso, anche per un senso di orgoglio da parte dei livornesi, che hanno visto i propri “figli” cacciati via. Ma poi stipendi non pagati, dipendenti della sede che non vedono un euro, mentre contemporaneamente si fanno contratti da 50-70mila euro a personaggi che non si capisce che funzioni abbiano. Un conto è ristrutturare una società mettendo figure adeguate nei punti strategici, un altro conto è infilare amici o conoscenti di nessuna utilità per la causa.
E ieri c’era pure all’ordine del giorno gli emolumenti per i membri del Cda (figuriamoci...), che per fortuna sembra che qualcuno abbia fatto saltare.
Il tutto mentre ogni giorno ne salta fuori una nuova. Il programma per ieri della squadra prevedeva allenamento al mattino al campo in Borgo Capuccini, pranzo al ristorante del Coni e poi partenza verso Vercelli. Beh, dopo l’allenamento i giocatori sono stati costretti ad andare a pranzo a casa, perché il ristorante del Coni (anche giustamente) non ha riscosso ancora nulla di quanto dovuto e ha smesso di fare credito. Così dopo l’allenamento i giocatori (non pagati) hanno preso la loro auto, sono andati a casa a mangiare ognuno per conto proprio, e poi sono andati in auto al ritrovo per partite in pullman in direzione Vercelli. Queste robe non succedono neanche nei dilettanti.
E poi qualcuno si indigna pure coi tifosi o coi giornalisti se criticano questa situazione. Anche vittime...
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