Gioco
Basket, verso il derby Libertas 1947-Cecina: ecco la sfida giocata dai presidenti
La partita di Elio Parietti e Roberto Consigli: "Noi Davide contro Golia". La replica: "Avversaria giovane e molto arrembante"
IL PRESIDENTE DI CECINA
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:sport:1.39614558:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39614558:1652790002/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Probabilmente la sua, parliamo di Elio Parietti, è una delle presidenze più datate del basket italiano. 25 anni, più di Scavolini (del quale è concessionario per la vendita delle cucine prodotte dall’azienda di Pesaro), più di Benetton. 16 campionati consecutivi di serie B alle spalle (non male per un comune che non arriva a 30.000 abitanti), ma questo, dei tanti, è il più triste di tutti.
Vero, Parietti?
«Purtroppo sì, il Covid 19 ha colpito duro, sia a livello di prima squadra che a livello di settore giovanile, che è il nostro fiore all’occhiello. Da tempo la nostra squadra di punta è formata al 90% da ragazzi che provengono dal nostro vivaio e che poi magari vanno a proseguire la carriera altrove, in squadre più ambiziose della nostra, vedi Fratto, Del Testa, Caroti. Ma un settore giovanile per produrre giocatori deve funzionare a tutto regime e invece da quasi un anno è tutto fermo».
Già, tutti fermi.« I nostri quasi 200 ragazzi sono a casa e questo si ripercuote in un danno enorme dal punto di vista economico per noi, già duramente colpiti dal dover giocare la B a porte chiuse, e formativo per loro».E da un punto di vista tecnico, per quanto riguarda invece la prima squadra?
«È stato giusto far partire il campionato, ma è un campionato che rischia pesantemente di essere falsato o quantomeno troppo dipendente dalla sorte, un specie di lotteria».
In che senso ?
«Mi spiego: chi gioca domenica contro Piombino incontra metà squadra, chi ci gioca fra un mese li trova al completo». E’ d’accordo sulla formula inventata in corsa per ridurre costi e distanza delle trasferte? «Sicuramente. Pensi che io e il nostro generale manager Paolo Elmi l’avevamo proposta già a giugno, perchè non era difficile immaginare quello che sarebbe successo»
E domenica derby con Livorno. Ma non c’è più il Don Bosco come qualche anno fa, ma la Opus Libertas che in estate ha comprato il titolo di serie B.
«Sono contento che Livorno si stia muovendo per riportare la città capoluogo nel posto che le compete nel basket. La Libertas si è mossa benissimo, prima sul mercato dei titoli, poi su quello dei giocatori. Hanno messo su una squadra fortissima, delle otto del nostro girone sicuramente la più forte».
Pronostico chiuso, allora?
«In questi casi si dice Davide contro Golia, loro hanno tutto più di noi, altezza, tonnellaggio, esperienza. Credo che specie sotto canestro saremo destinati a soffrire ma non verremo certo a Livorno già rassegnati, anche se sono altre le squadre con cui avremo più possibilità di giocarcela, penso a Ozzano, a Empoli, forse a S.Miniato».
Però una speranza ce l’ha...
«Cercheremo in ogni caso di fare la nostra partita, come siamo riusciti a fare in SuperCoppa. Al di là di questo, mi piacerebbe molto che si giocasse, come sembra probabile, al Modigliani Forum, per i nostri ragazzi sarebbe già quella una soddisfazione».
Che impressione ha avuto del match contro Firenze?
«Indubbiamente a me la squadra contro Firenze è piaciuta, ha lottato con grinta e coraggio giocando la pallacanestro che Roberto Russo, secondo me un grande allenatore, vuole giocare. Sono sicuro, anche a Livorno faremo la nostra figura»
IL PRESIDENTE DELLA LIBERTAS 1947
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:sport:1.39614559:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39614559:1652790002/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Roberto Consigli è il presidente e primo tifoso della Opus Libertas 1947; il capofila di una dirigenza che, anche grazie al fondamentale supporto dell’Associazione Tifosi Libertas, ha consentito alla società di via Borra di tornare a giocare un torneo a carattere nazionale attraverso l’acquisizione del titolo sportivo della Stella Azzurra Roma. Ed era a Chiusi domenica, Roberto Consigli. In prima linea, per l’intero arco dei 40 minuti. A soffrire per le rimonta dell’Umana e ad esultare insieme ai sui ragazzi al suono della sirena.
Presidente, cosa le è rimasto in termini di emozioni del blitz a casa Umana?
«Innanzitutto il brivido di aver finalmente iniziato la regular season; la Libertas 1947 è tornata protagonista in un campionato nazionale dopo 29 anni e per tutti noi è stato motivo di grande soddisfazione. Era fondamentale rompere il ghiaccio e lo abbiamo fatto con una bellissima affermazione, su un campo per niente facile. Massimo rispetto per la Supercoppa, ma duellare per i due punti - anche per i ragazzi - è stata tutta un’altra cosa. Non nego che alla vigilia eravamo tutti molto curiosi di vedere la squadra all’opera, del resto non possiamo scordarci da dove veniamo e che abbiamo costruito tutto in pochi mesi».
Un successo pesante, che ha sicuramente fatto rumore e mandato un segnale forte alle altre. Oppure, secondo lei, è ancora presto per dire che la Opus punta davvero in alto?
«Non è presto, è prestissimo. Chiusi, a mio avviso, è una squadra con valori assoluti e di conseguenza bravi i ragazzi in avvio a scavare un solco significativo e nel finale a tenere saldi i nervi. Il campionato, nonostante l’annullamento dei turni infrasettimanali, rimane lungo e minato di insidie».
Qual è il giocatore che più le è piaciuto?
«Faccio una scelta di cuore e non tecnica: Luca Toniato, malgrado un fastidio alla spalla, ha giocato con un atteggiamento encomiabile ed ha realizzato, tra le altre cose, una tripla di capitale importanza».
Che tipo di sensazioni proverà domenica, ammirando la sua Libertas 1947 giocare nuovamente sul parquet del Modigliani Forum?
«Un grande orgoglio: fino a pochi mesi fa giocavamo in Serie C Silver, mentre domenica entreremo in uno dei palasport più belli d’Italia. Un impianto che è stato costruito per il basket, e questa emozione sento di condividerla con tutti gli sportivi livornesi e non solo con i libertassini. In tal senso ci tengo a rivolgere un caloroso ringraziamento all’ufficio sport del Comune e al sindaco Luca Salvetti, da aggiungere alla disponibilità del gestore. L’unico cruccio sarà l’assenza del pubblico, che speriamo di ritrovare il prima possibile».
Come ha vissuto - da presidente - i problemi legati al Covid?
«Avendo nel nostro staff un medico molto preparato come Andrea Giorgetti, in maniera relativamente tranquilla. La sua presenza è una garanzia, anche se ogni settimana che ci sottoponiamo i tamponi un po’ di timore c’è».
E cosa pensa della nuova formula?
«Soluzione ideale per avviare il campionato, ma se da un lato sarà meno lungo - e quindi sarà fondamentale partire bene -, dall’altra c’è da mettere in conto il particolare periodo che stiamo vivendo che potrebbe riflettersi sulla qualità degli allenamenti e pure un po’ di fortuna».
Domenica - come detto - arriva Cecina: quanto si fida dei giovani di coach Roberto Russo?
«Una partita da prendere con le molle, assolutamente. La Sintetica è una squadra molto ben allenata da coach Russo, che abbiamo già avuto modo di affrontare durante la Supercoppa. Sono giovani, arrembanti e in grado di mettere in difficoltà chiunque»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
