Il Tirreno

Livorno

La meta più preziosa del Granducato under 18: insieme a donare sangue

D.S
La meta più preziosa del Granducato under 18: insieme a donare sangue

Il gruppo allenato da Pelletti si recherà a compiere questo bel gesto «Rispetto, altruismo e lealtà: il rugby ha i valori di un donatore» 

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l’iniziativa

Contro lo stereotipo di giovani egoisti e viziati, incapaci di pensare al prossimo. I ragazzi, quando hanno veri valori da difendere, sono pronti a gesti di grande generosità. Una generosità tipica dei livornesi e tipica dei rugbisti.

Nello sport della palla ovale, per andare in meta, c’è bisogno del sostegno di tutti. L’obiettivo del rugbista, così come per il donatore, è lavorare per la squadra per arrivare all’obiettivo. Il successo di una partita non rappresenta la cosa più bella per un giocatore di rugby: la cosa più importante è aiutare il compagno ed essere sempre pronto a sostenerlo.

Stendere il braccio per far sì che il tuo sangue venga dato ad altri: un gesto che nasce dal cuore per i diciottenni del Granducato.

Donare, per tali baldi atleti da poco maggiorenni – che non possono certo impressionarsi di fronte ad un ago da infilare nel proprio braccio – è un gioco di squadra.

Nella categoria under 18, oltre a giocatori nati nel 2003 e nel 2004, sono attivi anche i cosiddetti ‘rientranti’, atleti nati nel 2002. Come noto, appena si compie la maggiore età, è possibile recarsi al centro trasfusionale e dare il proprio sangue: il bene più prezioso, che non si compra e non si vende, ma si dona.

Gli atleti giallobiancorossi nati nel 2002 stanno per organizzarsi per andare, in buon numero, al centro trasfusionale.

«Stiamo studiando – illustra l’allenatore degli under 18 del Granducato Michele Pelletti – il giorno più adatto per questo gesto di grande solidarietà. I valori propri dello sport della palla ovale hanno non poche analogie con l’attività propria di un donatore. Rispetto, altruismo, lealtà, stima, fiducia e partecipazione: sono molti i valori che si ritrovano nel Dna di un rugbista e di un donatore».

«In una società . aggiunge Pelletti - in cui assistiamo a nuovi muri dati dall’indifferenza e dalla diffidenza, è bello allargare quella mischia tanto cara ai rugbisti per dare una spinta e buttare giù quei muri».

È probabile che il giorno della donazione sia il primo giorno delle vacanze di Natale. «I ragazzi, sia pur con la didattica a distanza, sono impegnati tutte le mattine con la scuola. E allora stiamo pensando di ritrovarci tutti insieme durante le vacanze. Potranno donare anche alcuni ragazzi che diventeranno maggiorenni solo nelle prossime settimane».

Tra l’altro, quel giorno, non sarà di conseguenza consentito svolgere l’allenamento e i giocatori dovranno riposarsi… «I campionati – dice ancora Pelletti – non cominceranno prima di un paio di mesi: di fronte a gesti che vanno oltre il fattore tecnico, siamo ben contenti di fare riposare, per un giorno, i nostri atleti».

Alla donazione collettiva partciperanno anche tecnici e dirigenti della stessa formazione sinergica. Una bella iniziativa che vale quanto un successo di un punto con meta trasformata all’ultimo minuto. —

D.S

© RIPRODUZIONE RISERVATA.



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