Gioco
Cecina chiede più rispetto «I nostri giovani penalizzati»
Coach Roberto Russo alza la voce: «È vero, ci manca esperienza e malizia ma non per questo gli arbitri devono punire sempre i ragazzi...»
cecina
Rivista la partita in Dvd (una, due, quante volte?) Roberto Russo conferma, con solo qualche dettaglio in più, le impressioni fornite a caldo nell'immediato dopogara. «Non posso cambiare niente di quello che ho già detto ieri sera (domenica, n.d.r.), abbiamo avuto qualche carenza sotto il profilo dell'aggressività, della “cattiveria”. Abbiamo concesso qualche secondo possesso in momenti chiave della partita, nelle gare che finiscono punto a punto (all'inizio dell'ultimo minuto Cecina era a – 3 e palla in mano, n.d.r.) il risultato dipende anche da piccoli dettagli come questo».
«D'altra parte – continua il coach rossoblu – l'esperienza non è roba che si compra al mercato. Gente come Bruni e Poltroneri hanno alle spalle tanti di quei campionati di serie B quanta è l'età di uno qualsiasi dei miei giocatori e questa esperienza la fanno fruttare, anche nel rapporto con gli arbitri». Cosa significa questo? Rysso spiega: «Lo dico a microfono aperto, senza nascondermi. Con quella di domenica sera credo di avere alle spalle 480 panchine, sono considerato un allenatore “anziano” e sono come funzionano queste cose. Ma spero anche in un'inversione di tendenza. Credo che ci vorrebbe più attenzione per progetti come il nostro, progetti che sono un bene per una città ma più in generale per tutto il movimento. Bisogna che ci venga permesso di giocare la nostra pallacanestro che inevitabilmente cercherà di fare dell'aggressività e dell'esuberanza fisica le sue armi. Non è possibile che fra un giocatore esperto e magari famoso e un giovane il fischio vada sempre e comunque a favore del primo. Lo dico con la massima convinzione: essere giovani, far giocare in un campionato di B una squadra fatta da giovani non deve portarci alcun vantaggio, ma nemmeno deve essere una zavorra per tutto il campionato. Un “progetto-pilota” come quello di Cecina merita di poter essere sviluppato senza alcuna penalizzazione».
A proposito di squadre con tasso di esperienza diverso. Domenica prossima primo derby della provincia, a Livorno... «Credo, in tutta sincerità, che la Opus Libertas sia di gran lunga la prima della classe, ora che il girone è stato diviso nei due gironcini. Poi quando si tratterà di vedersela con Omegna, Rimini e forse qualcun'altra, vedremo. Ma credo che delle attuali 8 sia la più forte di tutte, ora più che mai con gli innesti di Casella e Onoijafe, un giocatore che contro Firenze a me avrebbe fatto un gran comodo e che invece coach Garelli si è potuto permettere, domenica, di non far scendere nemmeno in campo in attesa che si inserisca meglio nel gruppo. Sono forti, esperti, grossi più di noi. Ma questo non vorrà dire, una volta di più, che verremo a Livorno a capo chino, pronti a fare la vittima sacrificale. In Supercoppa forse loro erano un po' più indietro e meno completi rispetto a ora, ma riuscimmo comunque a fare la nostra figura, cedendo solo negli ultimissimi minuti. Cercheremo di ripetere la stessa partita». —
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