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Chiama la figlia Liv Maria Amaranta, ecco l’omaggio del tifoso del Livorno che vive in Austria

Dario Serpan
Chiama la figlia Liv Maria Amaranta, ecco l’omaggio del tifoso del Livorno che vive in Austria

La piccola è nata all’ospedale St Joseph di Berlino, il suo nome registrato all’anagrafe tedesca. I ricordi del padre Florian: «Quando venni in curva Nord al Picchi per la partita contro la Lazio» 

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LIVORNO. È nata a Berlino da padre austriaco e madre italiana (ma non livornese). Eppure il suo nome porta dritti alla nostra città e al suo colore simbolo: il 12 novembre 2020 all’ospedale St. Joseph Krankenhaus della capitale tedesca è arrivata Liv Maria Amaranta. Un nome che sembra uscito da una fiaba nata sui gradoni dell’Armando Picchi e che invece davvero è stato registrato all’anagrafe tedesca, svelando una storia tutta da raccontare. Tutto nasce da Florian Reischauer, austriaco e tifosissimo del Livorno Calcio. Capitò per la prima volta in città nel 2010 e fu subito amore. «Era il 9 maggio di dieci anni fa, quando venni a Livorno con il mio amico Philipp per vedere la partita Livorno-Lazio, finita 2-1 per i biancocelesti», ricorda Florian.

«Dopo aver fatto una ricerca sulle tifoserie anti-fasciste e aver letto la storia di Cristiano Lucarelli – racconta il neopapà -, scegliemmo quella partita per venire a conoscere da vicino la realtà di Livorno». E come andò, a parte il risultato? «La sera prima del match partecipammo a una cena popolare con i tifosi e fu bellissimo per noi. Poi la prima volta in Curva Nord, dove quel giorno si respirava un’atmosfera internazionale, perché oltre ai livornesi c’erano tifosi scozzesi, francesi e altri tedeschi. Trovammo il tempo anche per girare un po’ la città e fare conoscenze. Quella prima avventura mi ha fatto innamorare di Livorno, per l’accoglienza, l’atmosfera e la sua gente».

Da allora, Florian è tornato ogni anno a seguire la squadra e trovare i suoi nuovi compagni. Fu proprio nel 2010 che Florian, a Berlino, conobbe Elena Capra (piemontese), che nel 2019 diventa sua moglie e oggi è madre di sua figlia Liv Maria Amaranta Capra. Sono entrambi fotografi e vivono a Berlino da 13 anni, «ma Livorno – sottolinea Florian – è la mia seconda casa». La scelta del nome della loro primogenita è nata dopo un lungo percorso, fatto anche di letteratura, che ha portato a questo omaggio a Livorno e all’amaranto. «Si è realizzato tutto nel tempo ed è stato curioso - acconta Florian -. Due anni fa Elena ha letto il libro di Gabriel Garcia Marquez “Cent’anni di solitudine”, dove c’è un personaggio che si chiama Amaranta. Quel nome le è piaciuto e lo ha condiviso con me. Quando è rimasta incinta ne abbiamo riparlato, ma come primo nome volevamo qualcosa di più corto e forte. Così abbiamo deciso per Liv, che in tedesco si pronuncia diversamente, ma poi abbiamo realizzato che corrisponde alle prime tre lettere di Livorno. Ed era perfetto».

Tra Liv e Amaranta, c’è Maria, omaggio alle radici paterne, mentre il cognome scelto è volutamente quello materno, avvalendosi della legge austriaca, perché quella italiana non lo permette ancora. D’altra parte, come pensano Elena e Florian, «the future is female and progressive». Oggi Liv Maria Amaranta è una berlinese vera, ma appena sarà possibile i suoi genitori la porteranno a conoscere Livorno. E le spiegheranno il significato del suo nome che nasce nell’antica Grecia per descrivere ciò che non appassisce...


 

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