Gioco
Senza contratto, soldi partite e certezze Eppure Mazzarani resta fedele al Livorno
«La società adesso deve dare dei segnali forti ai giocatori Io mi guardo attorno, ma sono legato a questo gruppo»
LIVORNO
In mezzo al caos e alla preoccupazione per il futuro della società amaranto, a Tirrenia c’è anche un caso mai visto nel mondo del calcio. È quello di Andrea Mazzarani, il trequartista classe 1989 che nelle intenzioni del ds Rubino avrebbe dovuto cambiare faccia al Livorno. Sotto contratto con il Catania fino al 30 giugno 2021, dal 9 settembre si allena al centro Coni grazie al nullaosta della stessa società rossazzurra.
Un tesseramento bloccato prima dalla fideiussione integrativa presentata in ritardo, poi dal no della Figc alla deroga e adesso in bilico. Sì, in bilico, perché l’ipotesi di metterlo sotto contratto a inizio gennaio - alla riapertura del mercato come concordato dalle parti - si scontra con la situazione attuale del Livorno, tra stipendi non pagati e giocatori che hanno chiesto lo svincolo.
«Sto facendo tutte le valutazioni del caso - dice Mazzarani - per ora continuo ad allenarmi, ma mi guardo intorno e in questo momento non so davvero cosa farò a gennaio, d’altronde nessuno sa quello che potrà succedere a Livorno e anche a Catania».
A Livorno la situazione è pesante.
«Mi auguro con tutto il cuore che le cose cambino, che la società dimostri chiarezza e che non arrivi una penalizzazione importante».
Com’è il clima nello spogliatoio?
«Come volete che sia… Le vicissitudini societarie stanno pesando. Il clima non è più sereno, non è tranquillo come all’inizio della stagione».
E com’era all’inizio?
«Straordinario. Si era creato un ambiente unico, con entusiasmo e voglia di cancellare la retrocessione della scorsa stagione. Al di là delle qualità dei singoli, con tutti i ragazzi a disposizione fin dall’inizio potevamo fare un campionato di vertice. Invece eccoci qua… Sono rammaricato, siamo rammaricati, ma il rammarico dovrebbe averlo chi è al vertice della società. Una piazza come Livorno non può fare un campionato così anonimo».
Il problema è che oggi, con il futuro della società in bilico, un campionato anonimo è la migliore delle ipotesi.
«Lo so. Speriamo che la società riesca a risolvere tutto, ma sinceramente sono preoccupato. Non sono tesserato, è vero, ma sono qui da settembre e in un certo senso faccio parte del gruppo. Veder sparire dal calcio una piazza come Livorno mi farebbe male».
Intanto Agazzi, Murilo, Marsura e Porcino hanno chiesto lo svincolo dopo i problemi per la messa in mora.
«Secondo me l’hanno chiesto perché non ci sono garanzie, per allarmare la società. Non c’entra il fatto di non voler più essere del Livorno. Adesso vediamo cosa farà la società, visto che rischia di perdere questi giocatori a 0».
E cosa può fare la società?
«Innanzitutto parlare con la squadra. Poi ho letto che in questi giorni (domani, ndr) dovrebbe esserci un aumento di capitale: speriamo, sarebbe un segnale importante per convincere a restare chi ha chiesto lo svincolo. E un altro segnale potrebbe essere qualche rinforzo a gennaio».
A partire ovviamente da Mazzarani...
«Io sono qui, sto valutando tutte le ipotesi. Di certo se a Livorno le cose fossero andate diversamente a livello societario, oggi avrei le idee più chiare, ma con questa situazione non posso dire che a gennaio giocherò sicuramente qui. Sono legato al gruppo, Livorno è una piazza importante e questa è una maglia storica, ma devo guardare anche la mia carriera».
Ha avuto contatti con altre società?
«Qualcuno mi ha cercato, non lo nascondo, anche e soprattutto per capire la mia situazione contrattuale. Davanti ho tre strade per gennaio: restare a Livorno, tornare a Catania o andare in un’altra squadra. Il problema è che il Livorno ha cose più importanti a cui pensare…».
E ora anche la squadra sta iniziando a soffrire.
«L’impegno da parte dei ragazzi c’è, ve lo assicuro, ma perdere punti negli ultimi minuti è segno di scarsa lucidità. E no, il contesto non aiuta. Credo però che il rientro di Bussaglia e il ritorno in forma di Piccoli saranno fondamentali: da qui a fine dicembre bisogna fare punti, anche perché prima o poi arriveranno le penalizzazioni». —
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