Gioco
Pielle, società più forte entra anche Lorenzini «È il frutto del lavoro di questi ultimi anni»
Dopo l’ingresso di Farneti e l’accordo con Mediolanum adesso trova posto nel consiglio anche un big del porto
LIVORNO
Maggio 2018. La Pielle gioca in casa gara4 della finale promozione contro Virtus Siena davanti a 3.000 spettatori. Ma sulla maglia c'è poco: un marchio non livornese che più che uno sponsor si rivelerà un incubo e due aziende livornesi che ci sono ancora anche se, nel tempo, il loro “peso” ha assunto un rilievo ben diverso. Novembre 2020. Il campionato di C Gold è fermo, anzi non è nemmeno cominciato, appena due amichevoli giocate a porte chiuse prima dello stop completo anche se, si spera, non definitivo. Eppure la maglia, presentata ufficialmente qualche giorno fa alla terrazza Mascagni, è piena in ogni spazio disponibile e altri partner di rilievo compariranno in altre forme.
Un paradosso? Non più che tanto secondo Roberto Creati, attuale direttore generale della società, per oltre 10 anni giocatore della Pielle e, da quella stagione 2017/2018 rientrato in società prima in punta di piedi, poi con un impegno anche economico sempre più massivo. «Vuol dire – dice – che in questi anni abbiamo lavorato, direi seminato, bene. Chi mi conosce sa che sono una persona pacata, non abituata a gesti eclatanti ma anche molto determinata. Quando sono tornato alla Pielle come socio e dirigente mi sono messo in testa che c'erano le condizioni per riportare questa società in un contesto ben diverso da quello attuale. Gli arrivi di Farneti in estate e di Lorenzini e Mediolanum ora sono la conferma di tutto questo. E altri ingressi importanti ce li aspettiamo nel breve-medio periodo».
Possiamo dire che l'ingresso in società di Francesco Farneti abbia rappresentato una svolta?
«Direi di sì, Francesco è una persona positiva, uno che mette entusiasmo in tutte le cose che fa, la Farmacia Farneti era già nota in tutta la città per le sue molteplici iniziative nel sociale e devo dare atto al nostro dirigente Pasquale Lamberti di aver lavorato benissimo su quel fronte e su quello altrettanto importante di Lorenzini, un nome che nella portualità livornese non ha bisogno di presentazioni. Mediolanum è stato un contatto mio, ma non è questo che conta. Quello che conta è che ci siamo circondati di un gruppo di partner tutti livornesi (così come sono livornesi tutti i giocatori ad eccezione del centro albanese Zeneli, n.d.r.) e intenzionati a restare con noi così come con noi sono rimasti tutti gli sponsor che già c'erano alcuni dei quali, Caffè Toscano, Euroring e Conad, hanno aumentato la consistenza del loro impegno».
Perfetto, ora si tratterebbe solo di giocare. Non crede che, allo stato delle cose, anche la data del 10 gennaio, un posticipo del posticipo, possa rivelarsi impraticabile?
«Speriamo di no, dispiace solo ipotizzarlo pensando alla squadra che abbiamo costruito, una squadra in grado di far divertire e parecchio i nostri meravigliosi tifosi. Io spero ancora che un campionato si riesca a farlo, ma ci vorrà molta flessibilità da parte della Federazione».
In che senso?
«Nel senso che dovremo andare verso un sistema di prevenzione più snello e più rapido, come al momento avviene in serie A e che sia consentito a tutte le squadre di fare le scelte migliori per loro. La C Gold è un campionato molto variegato, dove convivono realtà dove si gioca per il solo gusto di giocare e altre nelle quali i giocatori percepiscono rimborsi. Ecco, io credo che se in alcune squadre ci sono i giocatori che hanno reddito solo dalle loro attività lavorative e questi giocatori preferiranno non scendere in campo temendo di doversi poi sottoporre a quarantena, debba essere loro consentito di farlo salvaguardando però il loro titolo sportivo. Al tempo stesso consentire a chi vorrà farlo di contendersi un posto per la serie B, magari ripensando la formula del campionato, con un torneo più breve che cominci quando si potrà farlo in relativa sicurezza e che vada avanti anche fino a estate inoltrata».
Poniamo, toccando ferro, che salti tutta la stagione o che il campo, sempre che in campo si possa scendere, non dia il risultato sperato. C'è la possibilità che la società cerchi ugualmente di partecipare alla serie B del prossimo campionato?
«È quello che desideriamo. Ormai la società è strutturata, grazie all'arrivo dei nuovi partner, per un campionato più alto anche se è chiaro che, in quel caso, dovremo fare ulteriori passi in avanti sotto il profilo organizzativo. Ma per ora voglio ancora sperare che si possa giocare e che la Pielle la promozione se la conquisti sul campo». —
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