Gioco
Mister equilibrio, così Dal Canto fa volare il Livorno: «Ecco la mia ricetta»
Dopo il successo con la Giana il tecnico guarda alla Carrarese: «Mi è piaciuto lo spirito. Haoudi? Ma va gestito perché è giovane». E poi bacchetta Agazzi per il giallo
LIVORNO. Prendete una squadra fresca della retrocessione più disonorevole della sua storia calcistica. Toglietele lo scudo protettivo della società (impegnata più fuori dal campo che sul rettangolo di gioco) e fatela partire per il ritiro precampionato tre settimane dopo le avversarie e appena venti giorni prima dell’inizio del campionato. Cedete i suoi giocatori migliori, diverse bandiere e imbottitela di giovani alla prima esperienza in un campionato professionistico. Messa così la situazione di questa squadra sembra la cronaca di un destino segnato: nella migliore delle ipotesi un’altra retrocessione. Tutto però può cambiare se questa squadra viene affidata a un allenatore che antepone i fatti alle parole, un progetto alle facili giustificazioni. A un tecnico capace. Sì: capace di creare quell’alchimia che si chiama gruppo. Un tattico e anche uno psicologo che riesce a spostare l’asticella sempre più in alto. Uno che ad avercelo avuto l’anno scorso, chissà, forse neanche retrocedevamo.
In poche parole: se questa squadra viene affidata un uomo come Alessandro Dal Canto, può sbocciare e far innamorare anche quanti avevano giurato eterno distacco – con diverse giustificazioni – dalla causa amaranto dopo la passata stagione. ADC dopo la rotonda vittoria con la Giana Erminio è andato avanti per la sua strada: grande soddisfazione, ma profilo bassissimo perché i guai possono essere dietro l’angolo: «Noi dobbiamo trovare un equilibrio sulle nostre qualità. Questo gruppo al momento è clamorosamente a trazione anteriore, però sarei stupido se non cercassi di valorizzare le caratteristiche dei giocatori che ho. Poi è chiaro che rischiamo qualcosa. Adesso che non siamo perfetti sembra che ci siano delle crepe enormi, ma in realtà più la squadra avrà modo di lavorare più avrà la possibilità di migliorare. Il fatto è che al momento stiamo giocando e basta senza allenarci e certi automatismi non possiamo affinarli. Fino a Natale andrà così e ci adeguiamo».
Questo Livorno che piace ai tifosi, però inizia a piacere anche al suo mentore: «Ho apprezzato lo spirito con cui abbiamo affrontato la Giana. Ai ragazzi ho detto di interpretare la partita in un certo modo perché si trattava di una sfida delicata e anche per via della penalizzazione che ci verrà comminata. Dovevamo vincere e lo abbiamo fatto. È stato un segnale importante per i ragazzi. Dobbiamo aumentare la malizia quando c’è da chiudere le partite». Anche guardando al futuro. Perché – ammette il mister – «i punti di penalizzazione arriveranno e chi adesso è dietro di noi ce lo ritroveremo davanti».
Impossibile sorvolare la prestazione stellare di Hamza Haoudi. Dal Canto lo sa, ma ha parlato del ragazzo nel modo migliore perché lo ha elogiato e nello stesso tempo spronato a continuare così. «È un ragazzo che è soggetto ad alti e bassi. Adesso, per le nostre esigenze, è diventato quasi un insostituibile, ma non è così. È uno che si deve guadagnare la pagnotta perché gioca in un grande club. Siamo contenti di lui, ma è normale che se avremo la possibilità di centellinare le sue energie lo faremo perché quella con la Giana è stata la sua undicesima partita consecutiva senza essere sostituito».
Poche ore e si rigioca. Al Livorno mancherà per squalifica Agazzi: «Davide ha preso un’ammonizione ingenua. Beccarsi un giallo perché si dà una zampata a un avversario ci sta, ma prenderlo per proteste, da diffidato no. Peccato perché in quel reparto siamo contati. Per fortuna recuperiamo Piccoli che non avrà i 90 minuti nella gambe, ma che può darci una mano». —
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