Gioco
La protesta dei tifosi del Livorno col Daspo: «Stadi chiusi, inutile firmare prima e dopo il match...»
Una cinquantina di supporter si sono presentati in questura chiedendo di cancellare l’obbligo vista l’emergenza sanitaria «Fateci restare a casa»
LIVORNO. Il buonsenso talvolta può ammorbidire le disposizioni di legge. È quanto auspicano gli oltre cinquanta tifosi amaranto diffidati che mercoledì pomeriggio, durante la partita Livorno-Giana Erminio hanno manifestato in modo rumoroso, ma civile e pacifico la loro volontà di essere esentati dall’obbligo di firma in Questura almeno per il periodo di emergenza sanitaria. Lo hanno fatto con fumogeni, cori e uno striscione sotto gli uffici della polizia di stato in viale Boccaccio dove erano radunati proprio per apporre le due firme (una per tempo) come prevede il Daspo.
La misura dell’obbligo di presentarsi presso il posto di Polizia viene considerata particolarmente afflittiva adesso che gli stadi sono chiusi per pandemia. Non è quindi la richiesta di una eventuale riduzione della pena ad aver indotto i tifosi a mobilitarsi. Sarà materia dei legali che ne tutelano gli interessi avanzare istanza affinché i diffidati vengano dispensati da questo obbligo. La non firma eviterebbe anche code e assembramento negli uffici della Polizia e quindi tutelerebbe la salute di tifosi e agenti. Infine c’è il controsenso degli orari che collidono perché dettati da due diverse fonti giuridiche. L’esempio di domani sera è lampante: gioca Livorno-Carrarese, fischio d’inizio alle 20, 45. I tifosi devono firmare al quarto d’ora del primo tempo, alle 21 in punto, e al quarto d’ora della ripresa, di certo dopo le 22, orario in cui scatta il coprifuoco secondo l’ultimo Decreto. «Sarebbe meglio tenerci direttamente a casa», dicono in coro i tifosi. —
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