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Sarà un Livorno al minimo sindacale Haoudi-Agazzi costretti agli straordinari

Fabrizio Pucci
Sarà un Livorno al minimo sindacale Haoudi-Agazzi costretti agli straordinari

Senza Piccoli e Bussaglia gli amaranto scendono in campo contro il Giana. Rinviato l’inizio del match: si gioca alle 19

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Se non fosse che la rosa del Livorno è ridotta ai minimi termini e che oggi alle ore 19 contro la Giana Erminio molti giocatori scenderanno in campo raschiando il fondo del barile delle energie, sarebbe pure un bene giocare appena tre giorni dopo la beffa di Alessandria.

Quella sanguinosa tipologia di sconfitta, infatti, insieme allo sgradevole sapore amaro in bocca, spesso lascia una rabbia che può essere trasformata in furore agonistico, nella voglia di tornare subito in campo per riprendersi ciò che è evaporato in modo così doloroso.



In casi come questo la figura di riferimento è l’allenatore che in poche ore è chiamato a un lavoro di certosina ricostruzione psicologica del gruppo. Un’opera che - nella fattispecie - passa attraverso un punto chiave: dimenticare Alessandria, facendo tesoro degli errori che sono costati la partita, ma anche ripartendo dalle tante cose buone mostrate al ‘Moccagatta’ soprattutto nel primo tempo. In sostanza c’è da impedire che la frustrazione da risultato sfuggito nel finale diventi un tarlo nella testa dei ragazzi anche perché purtroppo, di punti persi attorno al 90’, in questo campionato ne abbiamo fatto una triste collezione. Se, però, gioca senza pensieri pesanti in testa questa squadra – sebbene decimata – ha ampiamente dimostrato di poter stare in questo campionato. Merito del gruppo, certo, ma anche del suo condottiero. Ed ecco che torna in primo piano la fondamentale importanza di Alessandro Dal Canto, allenatore vero da proteggere insieme ai suoi ragazzi.



In tempo di pandemia gli stadi a porte chiuse sono l’ultimo dei problemi. Anzi. Non sono nemmeno un problema. Eppure, mai come in questo delicato passaggio del campionato alla vigilia di una coppia di partite casalinghe ravvicinate (oggi la Giana, sabato la Carrarese dell’ex Andrea Luci), gli amaranto avrebbero bisogno della loro gente. Dopo un anno terribile, questa squadra ha riconciliato i tifosi con il calcio targato Livorno. È un merito che questo gruppo si è guadagnato sul campo e senza chiedere niente in cambio.

Oggi che potrebbe riscuotere quel credito di affetto, stima e sostegno, non può farlo. Peccato perché mai come adesso servirebbe il dodicesimo uomo in campo.



Le squalifica di Piccoli e l’infortunio di Bussaglia costringono la strana coppia Haoudi-Agazzi a fare ancora un volta gli straordinari a centrocampo. Davanti probabile turnover Mazzeo-Braken dettato dalla carta d’identità dell’attaccante di Salerno. Ballottaggio a sinistra tra Porcino e Gemignani. Per il resto all’assalto della Giana di Albé (salvo un paio di intervalli è sulla panchina biancoceleste dal ’94) andranno sempre gli stessi giocatori. E loro possono farcela. Anzi. Devono farcela, perché gli avversari - sebbene da non sino da sottovalutare - sono alla portata del Livorno visto in questo primo segmento della stagione.

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