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Offese al giocatore del Livorno, l'Alessandria chiede scusa. Haoudi: «A 19 anni più uomo di chi mi ha insultato»

Alessandro Bernini
Offese al giocatore del Livorno, l'Alessandria chiede scusa. Haoudi: «A 19 anni più uomo di chi mi ha insultato»

La società di casa interviene sulle frasi di domenica: «È stato un giornalista», però c’è qualcosa che non torna nella riscostruzione

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LIVORNO. Un tempo si metteva la polvere sotto il tappeto. Nessuno aveva sentito, qualcuno smentiva e buonanotte suonatori. Adesso ci sono i video, ci sono gli audio, ci sono i social. Circola brutta roba ma a volte circola anche materiale che ristabilisce la verità. E mette spalle al muro i colpevoli.Così l’Alessandria Calcio ha immediatamente condannato ciò che è successo domenica, con quell’urlo dalla tribuna "l’ha fatto il negro, non c’è l’alluvione qui" rivolto a Hauodi (e non a Murilo come sembrava in un primo momento). In sostanza l’Alessandria, come potrete leggere dopo, incolpa un giornalista. Avranno fatto le loro verifiche e sicuramente hanno ragione loro.

Noi, che eravamo allo stadio, avremmo scommesso che non fosse arrivata dalla tribuna stampa ma da più lontano, dalla tribuna coperta dove tra l’altro c’erano oltre cento persone (tutte autorizzate?). Di certo le offese ai giocatori del Livorno e all’arbitro sono state molte (si sentono bene anche riascoltando la telecronaca): considerando che in tribuna dovevano esserci solo dirigenti e giornalisti ciò vuol dire che una di queste due categorie ha inveito a lungo per tutto il match. Qualcosa è da chiarire e resta da chiarire l’identità del giornalista. Comunque tanto di cappello all’Alessandria che ha subito condannato l’episodio con questo comunicato:«In relazione all’inqualificabile espressione udita dagli spettatori di Eleven Sport durante la telecronaca di Alessandria-Livorno. La società piemontese comunica che «tali parole sono state proferite da un giornalista regolarmente accreditato in tribuna stampa. La Società condanna fermamente tali parole e tale comportamento e dichiara che adotterà tutte le misure necessarie e opportune nei confronti del responsabile che ha provveduto prontamente a contattare in serata e che si è dichiarato molto dispiaciuto».

«La città di Alessandria ha rievocato in questi giorni gli eventi tragici legati all’alluvione che nel novembre del 1994 portò devastazione e lutti in tutta la città. Quel ricordo resta indelebile anche per l’Alessandria Calcio che in quella circostanza vide gravemente alluvionato il suo stadio e le relative strutture. In quella circostanza, la solidarietà di tutta Italia rese possibile superare quei momenti; memore di ciò la società, in occasione dell’evento alluvionale del settembre 2017 che colpì Livorno ha immediatamente manifestato uguale solidarietà nei confronti della città e dei suoi abitanti facendosi anche promotrice di una raccolta fondi.In occasione della gara con il Livorno del settembre 2017 disputata a Vercelli, l’Alessandria è scesa in campo con una maglia dedicata che ha poi messo all’asta unitamente a un abbonamento al quotidiano "La Stampa" (nostro media partner) e il cui ricavato, 1500 euro circa, è stato devoluto al Livorno per attività sul territorio in favore delle famiglie colpite dall’alluvione. Anche la tifoseria grigia espresse la propria vicinanza e solidarietà ai tanti livornesi presenti sugli spalti in quella serata, promuovendo un’altra raccolta fondi a sostegno delle famiglie colpite da quei tragici eventi».

LA REPLICA DI HAOUDI


È cresciuto in fretta.  Hamza Haoudi. Ha dovuto farlo. Fuori dal campo e anche in campo, dove d’improvviso da “bimbo aggregato” si è ritrovato titolare in serie C praticamente inamovibile. Se è riuscito a crescere in fretta, è anche perché Hamza è un ragazzo intelligente. Che ascolta, che si sacrifica, che non alza mai la cresta. Domenica era lui il destinatario di quelle frasi bestiali. Lui e la nostra città. Sembrava che sul momento dal campo nessuno avesse sentito, ma in realtà Haoudi si era reso perfettamente conto di tutto.

E ha voluto far sapere a tutti il suo pensiero tramite Instagram. «“Nero, non c’è l’alluvione qui”... Sono queste le parole che mi sono state rivolte durante la partita con l’Alessandria, insultando me ma soprattutto insultando delle problematiche di una città che ha perso tanti concittadini a causa delle alluvioni. Ecco, mi sento di dire dal “basso” dei miei 19 anni che mi ritengo molto più uomo di chiunque allo stadio si permetta di esprimersi in questa maniera, non solo in uno stadio ma in qualunque luogo. Spero tanto che siano presi provvedimenti !!».

Basta leggere queste parole per capire quanto Hamza sia un bravo ragazzo. In certo momenti puoi anche farti prendere dalla rabbia e sputare veleno, invece lui ha scelto parole adeguate. Intelligenti. Quella di Haoudi è una storia che parte da lontano e che giunge fino a Lucca, dove Hamza abita con la famiglia, di origini marocchine, e un fratello maggiore, Khalid, a sua volta attaccante. Per lui è stata lunga la trafila che, passando per i settori giovanili di Tuttocuoio ed Empoli, lo ha portato fino a Livorno. Due anni fa (quando aveva appena 17 anni) ha trascorso un pezzo di stagione in prestito al Vorno, in Eccellenza, e lo scorso anno, dopo essersi fatto le ossa, è entrato nella Primavera di Cannarsa, dove da trequartista o esterno ha lasciato spesso il segno. Come nel derby col Pisa, con un gran gol: palla ricevuta a trenta metri dalla porta avversaria, slalom tra due difensori, accelerata verso il centro e poi dal limite una bordata che sfonda la porta e regala la vittoria nel derby. Ma il gol più bello adesso diventa questo. Con parole adeguate. Che non gonfiano una rete ma gonfiano il cuore.


 

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