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l’intervista 

La prima volta di Cristian Sosa «Perdere è stata una vera beffa»

FABRIZIO PUCCI
La prima volta di Cristian Sosa «Perdere è stata una vera beffa»

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LIVORNO

La cosa è passata quasi inosservata, ma quella di domenica non è stata una giornata come le altre per il difensore uruguagio Cristian Sosa. Il motivo? Duplice. Il numero 5 del Livorno non solo ha debuttato in maglia amaranto, ma lo ha fatto contro una sua ex squadra.

Ad Alessandria infatti ha giocato tre anni dal 2014 al 2017 collezionando 96 presenze e segnando tre gol. L’amarezza della sconfitta, però, ha spazzato via qualsiasi sentimentalismo e il sudamericano ha preferito analizzare la partita: «Eravamo sopra di due reti e potevamo segnare ancora, è un vero peccato» ha dichiarato.

Poi ha proseguito: «Dovevamo sfruttare quel loro momento di incertezza e invece un po’ per colpa nostra e un po’ meriti loro, hanno pareggiato e poi hanno trovato il rigore decisivo in extremis. È stata una vera beffa».

La sua prima partita nel Livorno è stata positiva: «In effetti – ha confermato Sosa – mi sono trovato bene. Nel finale ero stanco perché non giocavo da un po’ (ultima partita giocata era stata il 30 giugno ndc), ma ciò che conta è la squadra, non il singolo».

Sosa, 35 anni e mezzo, esperienza da vendere ha già individuato il difetto congenito di questa squadra e non ha usato troppi giri di parole per evidenziarlo: «Quando c’è la possibilità - ha detto con parole da leader - dobbiamo chiudere le partite senza perdere tempo o specchiarci in giocate inutili. Che poi sia fisiologico abbassarsi di fronte a squadre forti come l’Alessandria di domenica è un altro discorso. E' ovvio che quando ci si difende aumentano i rischi. Noi però - ha chiuso Sosa - dobbiamo capire che quando viviamo il momento migliore delle nostre partite dobbiamo fare male e chiudere i conti a prescindere da chi sia l'avversario che abbiamo di fronte».



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