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parla il direttore sportivo 

Doccia fredda per Mazzarani e dalla Giana arriva Piccolo

Gianni Tacchi
Doccia fredda per Mazzarani e dalla Giana arriva Piccolo

Un’altra beffa per il giocatore del Catania rimasto incastrato nel caos societario Rubino: «Lo aspetteremo. Dal Canto? L’ho scelto io. Peccato per Gonnelli...»

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LIVORNO

Un giocatore che non può essere tesserato e un altro che arriva subito per rinforzare il centrocampo. Il giocatore senza contratto con il Livorno è il trequartista Andrea Mazzarani, 31 anni oggi, che si allena con il resto della squadra da quasi due mesi e di fatto è stato danneggiato dal caos societario: il Livorno aveva chiesto una deroga alla Figc per il tesseramento, visto che Mazzarani ha un altro anno di contratto con il Catania, ma l’ok non è arrivato e il fantasista ex Modena dovrà restare fermo fino a gennaio, dato che la società di appartenenza non ha posti liberi nella lista.

Il rinforzo in arrivo è invece il centrocampista Gianluca Piccoli, 23 anni, oltre 100 presenze in C, svincolato dopo due stagioni da titolare con la Giana: oggi è attesa l'ufficialità.

«Voglio ringraziare Mazzarani per la professionalità - le parole del direttore sportivo Raffaele Rubino - prima c’è stato il rigetto del tesseramento per il problema della fideiussione, ora invece manca la deroga. E nonostante tutto, la sua volontà è ancora quella di giocare qui. A questo punto deve trovare una soluzione con il Catania per liberarsi, noi siamo disposti ad aspettarlo e a metterlo sotto contratto nella prossima finestra di mercato. L’innesto di Piccoli? Un altro segnale concreto della nuova società».



Rubino interviene durante la prima conferenza stampa organizzata dalla nuova società: ai suoi lati ci sono il responsabile dell’area tecnica Andrea Agostinelli e il direttore esecutivo Alessandro Verdolini. Il ds racconta le sue prime settimane in amaranto, «una telenovela che ha creato solo confusione», parla del Livorno come una «lucida follia» e si concentra sulla stagione in corso: «Sarà in salita, ma è normale quando si parte in ritardo. Dovremo pedalare costantemente per arrivare in alto. In questo momento non ci sono obiettivi, bisogna solo pensare a fare il maggior numero di punti. La squadra sta cominciando ad avere un'identità e la società è finalmente presente dopo un lungo stato di abbandono. Io stesso avevo iniziato questo percorso in una maniera, poi le cose si sono interrotte e alla fine sono stato richiamato per rimettere tutto in piedi». E una scelta sicuramente azzeccata è stata quella di Alessandro Dal Canto. «L’ho portato io insieme a diversi giocatori - sottolinea Rubino - con il tecnico la condivisione è quotidiana, anche dopo la partita con la Juve siamo rimasti a cena fino alle 1 a parlare di calcio e del Livorno. A cena a casa, ovviamente».



Di certo per Rubino è stato un mercato particolare: alcune scelte sono state fatte con il suo ok, altre invece sotto la gestione Vittorio Cozzella. «Per fortuna - dice Rubino - alcuni ragazzi che avevo preso (come Gemignani e Bussaglia, ndr) sono rimasti qui e ora sono andati a coprire un deficit strutturale, altri invece li abbiamo persi per strada, vedi per esempio Furlan che è stato chiamato in B dall’Empoli».

Rubino ha comunque dettato diverse uscite a inizio mercato («un po’ perché su alcuni pesava la retrocessione dell’anno scorso e un po’ perché volevamo prendere elementi altrettanto validi»), fa capire che avrebbe tenuto Gonnelli che invece l'ultimo giorno di mercato è stato ceduto da Cozzella al Cesena («era il capitano, averlo ora…») e frena sugli svincolati («non si può continuare a fare mercato così»). Ma ora c'è da risolvere il caso Maiorino. «Dobbiamo valutare - chiude Rubino - il contratto di Maiorino non è chiaro ed è stato messo in discussione, ora bisogna vedere se risolvere la cosa bonariamente. Un attaccante a gennaio? Sì, è un’ipotesi, ma prima serve equilibrio in campo».

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