Gioco
«Sedute all’aperto e a casa: le ragazze scalpitano...» Sandra Succi carica la Pielle
il caso
Tutto fermo. Sarebbe stato il 8 novembre l’inizio ufficiale del campionato di serie B femminile, invece il Covid-19 colpisce anche tutto il basket femminile dilettantistico e giovanile, e quindi almeno per adesso, niente da fare. Ma non solo i campionati sono fermi, anche a livello di allenamenti i divieti sono totali o quasi.
«La situazione– dichiara Sandra Succi, responsabile del settore femminile in casa Pielle -. è veramente difficile. Non ci possiamo allenare in palestra, ma solo all’aperto singolarmente con il distanziamento sociale. Le nostre ragazze cercano, quando è fattibile e condizioni meteorologiche permettendo, di andare a correre sul mare, altrimenti seguono da casa una tabella di esercizi del preparatore atletico Marco Paoli».
«Le ultime notizie – continua Succi – davano per certo l’inizio della stagione il 10 gennaio, ma i dubbi sono tanti e per come stanno andando le cose mi sembra un’utopia. D’altro canto, al contrario dell’A1 o A2 dove giocatrici e allenatori vengono controllati con tamponi ogni due settimane, noi non siamo tutelati in niente. La Fip per adesso tace. Noi come società potremmo anche prenderci l’onere di comprare i tamponi, ma dovrebbe essere un obbligo per tutti, anche perché dobbiamo proteggerci e proteggere le avversarie».
E anche nel giovanile, dove la Pielle di patron Burgalassi quest’anno sarebbe stata presente a partire dal minibasket, grazie ad una sinergia con Bieffe del presidente Caroti, la situazione non è facile ma si sono organizzati. «Mentre con il minibasket – ci racconta coach Alessandro Becagli – siamo partiti in ottobre ma praticamente ci siamo subito dovuto bloccare, con le under 18 e con le under 16, con la speranza che a gennaio la situazione possa evolversi positivamente, ci stiamo allenando in ogni caso all’aperto. Con il mio assistente Alessandro Stolfi due o tre volte alla settimana, tempo permettendo, ci troviamo fuori dal PalaMacchia ed individualmente, ognuna con la sua palla, cerchiamo di fare quello che possiamo».
Insomma un futuro sempre più nebuoloso quello del basket femminile che si va a unire a quello dello sport in generale, ma dal quale speriamo prima possibile si possa tornare a vedere almeno uno spiraglio di luce e far sì che atlete giovani o meno, tornino a giocare e divertirsi tutte insieme.
D.D.
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