Gioco
Da Marras a Murilo, 365 giorni dopo in mezzo è cambiata la storia del Livorno
Domenica il successo al Picchi, non succedeva dal 2 novembre 2019 contro la Juve Stabia. Retrocessi, un nuovo presidente e un futuro incerto
LIVORNO. Pioveva forte, il 2 novembre 2019 all’Ardenza. I tifosi amaranto se lo ricordano bene, quel pomeriggio. Eppure quel sabato aveva tutta l’aria di essere uno dei tanti. Certo, era finito in gloria grazie al gol segnato da Marras al minuto 93 della partita con la Juve Stabia vinta 2-1 proprio grazie alla prodezza del furetto ligure, ma in una stagione - si sa - può capitare di vincere o perdere a tempo scaduto. Così quella partita fu archiviata insieme a tante altre alla voce "vittorie in Zona Cesarini". Con il tempo, però, quel giorno è diventato storico come uno di quelli del quale ricordi tutto: che tempo faceva, che cosa stavi pensando quando Viviani mise in area avversaria un calcio di punizione dal fondo, il disappunto sulla corta respinta della difesa gialloblù, la speranza che arrivasse qualcuno a rimorchio per calciare e la gioia incontenibile quando il mancino di Marras la scaraventò dentro dal limite.
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Fu la seconda vittoria casalinga consecutiva. Faceva il paio con il derby di una settimana prima, ma quello non fa quasi testo perché all’Ardenza per il Pisa non c’è pane secco dal 1978. Sembrava l’inizio della rimonta in classifica con morbido approdo in zone tranquille. Sembrava. In realtà fu l’ultimo sussulto di un campionato indecoroso. A rendere, suo malgrado, storica quella vittoria sono state le quindici successive esibizioni casalinghe che in un anno tondo hanno fruttato - si fa per dire - l’ignominia di tre pareggi e dodici sconfitte con la miseria di 10 gol segnati e l’oltraggio 37 subiti. Roba da fare penitenza dinanzi alle immagini ’sacre’ di Mauro Lessi e Armando Picchi .
LA GRANDE GIOIA
Ha impiegato 365 giorni, ma alla fine domenica scorsa il Livorno ha fatto pace con la propria casa poco importa se il nome dell’avversari - la rispettabilissima Pergolettese - non evochi imprese titaniche.Il Livorno ha vinto in casa e questa di per sé è una notizia. Ironia della sorte lo ha fatto a porte chiuse, privato quindi della possibilità di condividere con la propria gente una gioia tanto a lungo repressa. Forse, però, non è un caso che a segnare i tre gol con cui è stata piegata la Pergolettese siano stati Marsura, Di Gennaro e Murilo, vale a dire tre reduci dell’anno scorso che hanno dato anche un senso "riparatorio" alla vittoria.Significativo il gol di "DiGe". Dopo la parentesi alla Reggiana, il difensore marchigiano è tornato motivatissimo, sebbene avesse mille e più motivi per giocare con la testa altrove. Adesso è il capitano e interpreta il ruolo come piace ai livornesi perché lotta e non si risparmia. Non solo. In quella famosa partita con la Juve Stabia lui toccò il punto più basso della sua esperienza livornese e dopo un primo tempo di imbarazzi fu sostituito nell’intervallo da Roberto Breda. Domenica, invece la sua prestazione è stata scintillante.
ANNUS HORRIBILIS
In questi dodici mesi in casa amaranto è cambiato tutto a cominciare dal proprietario. Dopo tutta una lunga serie di trattative fallite e di peripezie senza fine Spinelli non è più presidente dall’11 settembre e inquilini. Basti pensare che degli undici titolari che un anno fa vinsero con la Juve Stabia, domenica scorsa in campo dal primo minuto ce n’erano appena quattro: Di Gennaro, Marsura, Porcino e Agazzi. E nel finale a stringere i denti per un successo tanto sofferto per quanto era desiderato, c’erano cinque ragazzi nati dal 1999 in poi. Anzi: ’ragazzotti’ come li ha definiti Dal Canto domenica a caldo, ai quali si perdonano volentieri anche gli errori di inesperienza, perché non c’è che da rendere omaggio al loro massimo impegno.A cambiare, in questi 365 giorni, è stata anche la categoria.
Purtroppo il Livorno è sceso di un piano e ora lotta per la sopravvivenza, ma lo fa a testa alta con orgoglio e con il cuore di un manipolo di giovani che stanno facendo riconciliare i tifosi con la maglia amaranto. Sì, perché qui non c’è la necessità di avere campioni per innamorarsi della squadra. Qui la gente vuole vedere giocatori che non si arrendono mai e allenatori come Dal Canto: competenti, concreti, onesti e perbene. Come accadde negli Anni ’90, quando quattro playoff persi (Castel di Sangro, Fermana, Cremonese e Como, non ci siamo fatti mancare proprio nulla...) rallentarono l’inesorabile rinascita ma compattarono l’ambiente, anche oggi in mezzo a mille angustie societarie si sta riaccendendo la passione per la maglia.
CONTINUITÁ
Adesso diventa fondamentale che il Livorno non smarrisca più o comunque per troppo tempo la strada che divide l’Armando Picchi dai tre punti a cominciare dalla partita di domani con la Juventus Under 23. E infine una curiosità ’cromatica’: le ultime quattro vittorie - due in casa e altrettante fuori - sono arrivate con squadre giallobù: Juve Stabia (andata e ritorno),
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