Gioco
Jolly Acli lotta sino in fondo ma si arrende in Sardegna
Poco veritiero il meno 14 finale, le rosablù sono rimaste a lungo in partita Coach Pistolesi: «Non era un campo semplice, la prestazione è dignitosa»
LIVORNO
In un palasport vuoto, in una gara giocata nella terra dei nuraghi a porte chiuse, le livornesi del Jolly Acli si difendono, ma alla fine devono arrendersi al Techfind San Salvatore Selargius, nella quinta giornata di serie A2 femminile.
Di fronte ad una squadra forte, le atlete rosablù, sono riuscite a rimanere in scia a lungo, recuperando sempre o quasi. Nelle fasi finali, quando bisognava tirare fuori una maggiore determinazione, errori banali hanno obbligato le labroniche ad alzare bandiera bianca. Sono mancati i punti di capitan Orsini, a segno solo nell’ultimo quarto, e questo è di fondamentale importanza nell’economia della squadra. Finalmente si è vista una buona Guilavogui, che con Giangrasso, Degiovanni e Poletti hanno tenuto in piedi il Jolly Acli.
Partenza sprint delle toscane che sospinte da un’incontenibile Guilavogui, capace di alzare la voce sotto canestro con 8 punti nei primi 10’, consentiva alle sue di toccare dopo 6’30” il più 5 (8-13). Ma dall’altra parte ci pensava la cecchina Manzotti (10 punti in 10’, e alla fine saranno 19) a tenere in piedi la squadra consentendo il recupero, e, con un parziale di 6-0 chiudere il primo break avanti di 2.
Nei successivi 10’ i meccanismi difensivi e offensivi delle atlete del Jolly Acli subivano un fermo a pro delle sarde che con tre bombe consecutive prendevano le distanze (24-13 dopo 13’). Coach Pistolesi alzava la voce facendo così ritrovare le sue che, con una serie di azioni da manuale, prima con Degiovanni poi con Giangrasso riuscivano a tornare in partita (26-22 al 16’), subendo però negli ultimi minuti del primo tempo il contro break locale di 9-4.
Il ritorno sul parquet vedeva Ceccarini e socie determinate più che mai, tanto che in 5’, con un parziale di 6 a 0, riaprivano totalmente la gara (35-32). Qualche errore di troppo per il Jolly, e due canestri da tre per il Selargius, però davano modo alle sarde di riportarsi avanti di 9 a 10’ dalla sirena. Negli ultimi e decisivi minuti le labroniche ritrovavano la capitana Orsini, ma non riuscivano nel miracolo, subendo più del dovuto le avversarie che chiudevano con un poco veritiero più 14.
«Non so se pensare a un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto – dichiara a fine gara coach Pistolesi – ci sono delle cose che abbiamo fatto bene, ma altre che invece non hanno funzionato. Non era obbligatorio venire in questo campo e vincere, ma ciò che consola è che abbiamo fatto una prestazione dignitosa in previsione anche dell’incontro di sabato prossimo per noi fondamentale».
Il calendario infatti per la prossima giornata riserva alle labroniche uno scontro diretto nella zona bassa della classifica. Il match casalingo – il terzo con una squadra sarda - con la Virtus Cagliari, unica formazione ancora ferma a zero punti. “Con la Virtus – termina Pistolesi – sarà veramente una partita che può indirizzare il nostro campionato anche se siamo alla sesta giornata». —
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