Gioco
«Pochi controlli e tanto business Alcuni enti rovinano il calcetto»
Il duro intervento del presidente dell’Asd Palla al Centro sul movimento livornese
LA LETTERA
Alla fine, il DPCM del 18 Ottobre, anche se in modo tardivo, conferma quanto di buon senso è stato adottato solo e soltanto da “Palla al centro” in tutto il panorama delle Asd del mondo sportivo a Livorno. Il Direttivo di Palla al Centro, composto dallo Staff congiunto ai Presidenti delle squadre iscritte, grazie ad un monitoraggio costante sulla situazione dei contagi, ha optato fin dal mese di Luglio di rinviare la ripartenza dell’attività. Tutto questo mentre a Coteto ed alle 5 Querce, il boom del calcetto a vele spiegate ed in modo, direi irresponsabile! Non occorreva attendere un DPCM per fermare un potenziale rischio di contagio, sapendo perfettamente di non essere in grado di effettuare tamponi a tutti: unico modo scientifico per stabilire la positività al Covid.
Il rispetto delle protocollo anticovid infatti, ammesso e non concesso che sia stato rispettato dalle ASD che hanno optato a tutti i costi di svolgere l’attività di questo amatissimo sport di contatto, non implicava nessuna tutela della salute degli sportivi calcettisti. Anzi. Tutt’altro! Una semplice riflessione porta a delle conclusioni molto chiare sugli scopi puramente commerciali nel mirino delle ASD. Il tutto sotto gli occhi di tutti: il Coni territoriale, al quale forse le altre Istituzioni hanno erroneamente “delegato” il controllo, sembra assente. Presenti invece i Comitati territoriali degli Enti di Promozione Sportiva. Ma questi, per motivi vari e propri, non “vedono” o “non vogliono vedere” l’operato delle loro affiliate ASD quando questo è troppo sbilanciato verso l’aspetto commerciale. A loro importa solo rilasciare tessere e fare numero.
Quando una ASD decide di prendere in affitto/gestione un impianto sportivo e non avvalersi più delle prenotazioni a consumo (cioè prenotare settimanalmente gli spazi ai gestori degli impianti, pagando il giusto), lo fa solo per un motivo: risparmiare tanti soldi . Però, se questo “risparmio” non risulta a beneficio di tutti i soci serviti, prendere in gestione intero impianto si traduce in una sola parola: Business In tal caso, scusatemi la franchezza, si è di fronte ad una impresa commerciale “travestita da ASD”...
A prescindere dall’etica individuale dell’organizzatore, che secondo noi non deve mai venire meno, c’è anche il discorso della responsabilità che non può essere taciuto. Infatti, se un ragazzo dovesse essere contagiato a seguito di una “calcettata”, organizzata con “non chalance”, cosa si potrebbe raccontare ai suoi genitori? Potrà mai chiamarsi fuori dalla sua diretta responsabilità?
Le ASD, costituzionalmente sono state preposte per rispondere alle esigenze degli organizzatori che, principalmente, Devono essere volontari o “soci servitori”. A quest’ultimi lo Stato ha previsto un rimborso spese a fort-fait, aumentato ultimamente da 7.500 a 10.000 € l’anno. Stop Chi organizza scopi commerciali superiori a questi importi, lo voglio ribadire, non deve operare come ASD ! Deve seguire altri percorsi leciti per favore. È lecito aprire un’attività commerciale come Spa, Srl, Sas, Snc, Srls o Sapa a scelta.
Hassen Chebbi
Presidente Asd Palla al Centro
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