Il Tirreno

Livorno

«Situazione critica era giusto fermarsi Ma ora senza incassi è dura andare avanti»

Dario Serpan
«Situazione critica era giusto fermarsi Ma ora senza incassi è dura andare avanti»

Il grido d’allarme di Brondi (Armando Picchi) e Lecci (Cecina) «La Federazione ci aiuti, non possiamo indebitarci» 

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LIVORNO

Una decisione saggia. Le società prendono atto della situazione e accettano un provvedimento che, per quanto arrivato in modo repentino e in extremis, era già nell’aria da qualche giorno.

«Contavamo di poter giocare almeno questo weekend – sostiene il ds dello Sporting Cecina Stefano Lecci – ma la situazione è critica, perciò la decisione presa dalla Federazione, in seguito all’Ordinanza della Regione Toscana, è giusta, anche se recepita con dispiacere».

Gli fa eco Sauro Brondi, dg dell’Armando Picchi: «Bisogna pensare alla salute. La speranza è che questo provvedimento, insieme ad altri collaterali, possa aiutare a ridurre il numero di contagi. Cercheremo di capire se potremo continuare ad allenarci».

Non è solo una questione di campo, è la macchina organizzativa che ci sta dietro, fatta di persone, strutture, sacrifici e soprattutto costi da sostenere. Se il calcio a livello dilettantistico si ferma per 3 settimane, dopo gli stop già subiti nel corso di quest’anno, quali sono le conseguenze? «Sono esclusivamente di carattere economico – afferma Brondi -. Per noi piccole società che viviamo di incassi, settore giovanile e Scuola Calcio, adesso è un problema andare avanti. Non penso tanto al rimborso per i tecnici e i giocatori, quanto soprattutto alle utenze e alla manutenzione degli impianti. La Federazione ha fatto tutto quello che poteva per aiutare le società, ma questi aspetti ci mettono in difficoltà. Questo perché, dal momento che non si può fare attività, gli introiti scendono in maniera esponenziale».

E allora che fare? «Bisogna convivere con queste problematiche – risponde il dg dei biancoamaranto -, con l’aiuto, la partecipazione e il buon senso da parte di tutti. Dirigenti, calciatori e famiglie devono remare dalla stessa parte. Perché al di là dell’aspetto economico, una società di calcio fa un lavoro prettamente di carattere sociale, con l’obiettivo di togliere i ragazzi dalla strada e dare loro un’educazione sportiva che servirà loro anche nella vita».

Circa 18 società di provincia, tra Livorno e Pisa, erano pronte a incontrarsi domani sera, dopo una precedente riunione da cui era uscita una lettera rivolta alla Figc e alla Regione Toscana. Tra di esse, presente anche il Cecina: «La volontà – spiega Stefano Lecci - è quella di chiedere indicazioni più chiare per le società, ma ora sappiamo che dobbiamo fermarci. A questo punto, credo che la Federazione debba prendere una posizione importante. Le società devono essere aiutate, non si può pretendere che si indebitino per andare avanti».

Un confronto tra società e istituzioni pare necessario, perché oltre le misure di contenimento servono risposte per evitare il tracollo del movimento calcistico a livello dilettantistico. È evidente che tante società in questo momento stanno annaspando, senza la biglietteria per le partite del settore giovanile e delle Scuole Calcio, gli introiti sono praticamente inesistenti. E sarà complicato andare avanti in questo modo ancora per molto tempo.

Venendo al lato squisitamente tecnico e operativo, ci sono altri nodi da sciogliere. Il primo: l’ordinanza consente di continuare ad allenarsi. Ma è il caso di farlo? «Trovo che sia opportuno continuare ad allenarsi – sostiene Sauro Brondi -, perché dobbiamo farci trovare pronti alla ripresa. Anche se non possiamo negare che c’è il timore concreto che lo stop possa essere prolungato».

«Prenderemo delle linee guida entro lunedì – dice invece Lecci del Cecina -. Potremmo anche decidere di fermare tutto, a parte la Prima squadra. È una scelta molto delicata. Ma valuteremo la cosa migliore da fare insieme al nostro presidente».

Un’altra questione: come ripartire, se sarà possibile, dal 15 novembre? «I recuperi infrasettimanali sono un problema ai nostri livelli – conclude Lecci -. Meglio ripartire dal turno di questo weekend e quindi far slittare il calendario di conseguenza». —



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