Gioco
Stop a tutti campionati amatoriali di calcetto: «Così le società livornesi sono destinate a chiudere»
Nuovo Centro Coteto e Promosport: «Il nuovo decreto non è chiaro, cerchiamo di capire se esiste una via d’uscita...»
LIVORNO. Stop ai tornei amatoriali provinciali di calcio a 5 e calcio a 8 e alle partite tra amici. Il nuovo Decreto del Governo mette di nuovo la stretta sull’attività di base, quindi i riflettori si spengono negli impianti cittadini dove si svolgono le competizioni organizzate dagli enti che in questo periodo sono soliti dare il via ai campionati. Centinaia di squadre, migliaia di giocatori che vanno in campo per divertimento devono fermarsi. Almeno fino al 13 novembre, poi si vedrà. Promosport Livorno e Nuovo Centro Coteto, le due realtà che organizzano attività in città, sono alle corde e chiedono aiuto alle istituzioni e ai loro tesserati.
NUOVO CENTRO COTETO: ULTIMA RIUNIONE
Un drone sale in alto in cielo e riprende le immagini della riunione che lunedì sera si è svolta sul campo 1 di via Campania, sede del Nuovo Centro Coteto. La scena è tanto suggestiva quando inusuale: ragazzi abituati a correre sull’erba sintetica per giocare e divertirsi sono fermi e distanziati, con tanto di mascherina. In silenzio ascoltano le parole dei gestori dell’attività, a partire da Gabriele Baronetto, il presidente del Nuovo Centro Coteto. «Questa riunione – dice – era stata fissata per programmare l’inizio della nostra attività. Purtroppo il quadro è cambiato e dobbiamo fermarci, ma ci prepariamo alla ripartenza. Staremo fermi almeno fino a lunedì prossimo per capire se c’è una soluzione praticabile per tornare in campo. Il Decreto non è chiaro e lascia diversi punti da approfondire. La mia impressione è che ci vogliano fermare a prescindere. Ma mentre i tornei si arrestano, le spese vanno avanti».
Ecco appunto: come si pensa di andare avanti in questa situazione? «Non vi nego che la nostra associazione, come tante altre, era già in difficoltà e lo sarà ancora di più. Se consideriamo i 5 mesi di stop forzato, i 3 mesi di lavoro a mezzo servizio e ora nuovo stop, calcolo già 9 mesi nei quali abbiamo lavorato un mese e mezzo. Grazie della presenza, la cosa preme anche a voi, per la vostra passione e per rispetto nei nostri confronti. Credo che a tanti di voi abbiamo dato qualcosa negli anni». La soluzione per fare ripartire l’attività potrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere quella di arrivare al Coni passando dagli enti di promozione sportiva e organizzando competizioni a carattere regionale e nazionale, che sono ad ora permesse. «È uno dei punti da capire – sostiene Baronetto –. Se ci sarà questa possibilità, ci adopereremo dalla prossima settimana». Il Nuovo Centro Coteto farà la sua parte per garantire la sicurezza e la regolarità dell’attività, ma chiede alle squadre di mettersi in regola con le visite medico-agonistiche, per scendere in campo. «Dovremo fare ancora più attenzione ai protocolli – chiude Baronetto –. Stiamo lottando per far sì che si possa andare avanti, per il nostro lavoro e per il vostro divertimento».
PROMOSPORT LIVORNO: QUALE FUTURO?
Due controlli già ricevuti dai vigili urbani, prima dell’uscita del nuovo decreto, sulla base di esposti. Tutto regolare, anzi, come dice Dario Ghiselli, presidente di Promosport Livorno: «Siamo felici che vengano a controllarci. Mi auguro che i controlli si facciano anche altrove, non solo negli impianti sportivi». Alle 5 Querce, quartier generale di Promosport, da lunedì, porte aperte solo per le società legate al Coni che possono svolgere attività, mentre per tutti gli altri (la fetta maggiore) niente da fare. «Da accogliere centinaia di persone al giorno – prosegue Ghiselli – ci ritroviamo a riceverne poche decine. Considerando i costi per manutenzione, affitto, personale e sanificazioni, non ci restano neanche le briciole. Così non si può andare avanti. Il decreto, anziché chiudere gli impianti, li lascia aperti ma fa sì che restino vuoti. Ma come si fa a sostenere questa situazione?».
Dal punto di vista operativo, poi, Ghiselli punta il dito sulla decisione di chi deve fermarsi e chi può continuare ad allenarsi e fare competizioni: «Qual è la differenza tra giocare a livello regionale o provinciale dal punto di vista dei rischi di contagio? Vorrei che qualcuno me lo spiegasse. Anche perché ci sono casi di società che svolgono attività sia a livello amatoriale e provinciale, che a livello agonistico e regionale. Possono giocare competizioni regionali, ma non le altre. Che senso ha? Serve dare più autorità e responsabilità ai gestori degli impianti, perché controllino il rispetto delle regole sottoponendo a loro volta le squadre al loro quadro di responsabilità. Servono restrizioni, non divieti».
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