Il Tirreno

Livorno

LE ULTIME DAL CAMPO 

Una squadra commovente E domani (18.30) c’è il Novara

Fabrizio Pucci

In mezzo a mille difficoltà, Dal Canto e i suoi ragazzi stanno davvero dando l’anima, e i tifosi si sono schierati tutti dalla loro parte

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO

Commovente. Abbiamo rovistato nel vocabolario per cercare un aggettivo che descrivesse l’atteggiamento del Livorno sul campo dell’Olbia. Ci siamo fermati presto, alla lettera C, ma non per pigrizia. Il fatto è che non c’è parola migliore, perché domenica, con quella prestazione tutto cuore ai limiti delle loro possibilità – forse anche oltre - gli amaranto ci hanno emozionato nel profondo. Merito di questo manipolo di ragazzini che ha tremato quando c’era da soffrire, ma che poi al ‘Nespoli’ ha pure sfiorato il colpaccio, sfumato solo a una manciata di minuti dalla fine per via della schiacciata in porta di Cocco, attaccante come tanti, che però ci impallina sempre.



Tre punti in quattro partite. Due vittorie (la partita di domenica fa il paio con quella con il Lecco) evaporate in extremis, una fisionomia tattica dai contorni ben definiti sebbene siano numerosi i giocatori costretti ad occupare zone di campo fino a poche settimane fa, a loro sconosciute. La società è inesistente, ma la squadra è viva e vegeta grazie al suo allenatore, Alessandro Dal Canto.

Il Mister avrebbe mille scusanti, centomila alibi per far allenare i ragazzi ‘alla meno’, per allinearsi alla condotta societaria così poco dignitosa. E invece lui sembra trarre motivazione dalle difficoltà. Pretende rispetto e per ottenerlo dà l’esempio. Come? Con il lavoro. Al netto dei risultati ci piace sottolineare come sia riuscito a recuperare Mazzeo, che senza batter ciglio ha pure giocato da centrocampista. E poi come dimenticare i suoi ‘bimbi’: l’ottimo debuttante Deverlan, il baby Nunziatini, il fantasista Haoudi riciclato mediano.



Nella storia del Livorno è già accaduto di vedere squadra imbottite di giovani, alle prese con problemi societari di ogni tipo. Queste situazioni hanno sempre cementato il feeling tra tifosi e giocatori. I duecento sportivi che hanno salutato la squadra prima della partenza di Olbia sono il fuoco che cova sotto la cenere. Basterebbe poco per tornare la piazza caldissima che eravamo. Intanto però, poco è bastato ai tanti dirigenti - o presunti tali – per portare il Livorno sull’orlo del fallimento. E questa è una vergogna.



Intanto però il campionato non si ferma e questa non è una buona notizia perché Dal Canto ha i giocatori contati e gli impegni ravvicinati fiaccano le energie. Domani arriva il Novara e ci sarà di nuovo da lottare con il coltello tra i denti. I Piemontesi sono stati costruiti per primeggiare e invece hanno ottenuto risultati altalenanti culminati con la sconfitta interna di domenica con il Pontedera che ha messo a rischio la panchina dell’allenatore Simone Banchieri. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web