Il Tirreno

Livorno

Patti chiari, Jolly molto opaco: per le livornesi arriva il terzo ko in fila

Donatella Domenici
Patti chiari, Jolly molto opaco: per le livornesi arriva il terzo ko in fila

La trasferta in Sicilia inizia bene, poi però le padroni di case arrivano a +22. Nell’ultimo quarto la reazione tardiva delle rosablu. Si salva Ceccarini

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PATTI. Ancora un viaggio a vuoto per il Jolly Acli. In terra siciliana, contro l’Alma Basket Patti, le livornesi incappano nelle difficoltà di sempre: troppo fragili sia in attacco che in difesa, si vedono costrette ad alzare la terza bandiera bianca, su tre, dall’inizio del campionato di serie A2. Squadra giovane sì, ma i problemi, in una serie come è la A2, si fanno sentire e forse cominciano a pesare. L’inesperienza del Jolly Acli, infatti, non sta permettendo alle rosablu di trovare la giusta formula per poter entrare in pieno in una gara con avversarie di tale portata. Certo siamo ancora all’inizio, coach Pistolesi alla vigila chiedeva una reazione, indipendentemente dal risultato, ma forse anche in questa occasione, questa famosa reazione non si è vista o forse solo in parte. L’Alma Basket Patti, scesa in campo senza l’esperta Kramer, "vittima" di un infortunio nell’ultimo allenamento, ha svolto il suo compito trovando nel quintetto le giuste armi vincenti per poter dettare la propria legge, che alla fine ha permesso di conquistare i primi due punti della stagione. Inizio incoraggiante del Jolly Acli che con una Orsini sopra le righe riusciva a far sì che la squadra girasse a dovere e che la gara si giocasse a buoni ritmi, su un punteggio di estremo equilibrio.

Nei successivi 10’però le rosablu si perdevano con troppi errori gratuiti in attacco, una difesa poco consistente, a favore delle sicule che ne approfittavano per andare al riposo lungo sul più 12. Si torna in campo, e nonostante le parole di coach Pistolesi, la squadra non riusciva a rispondere subendo ancora. Nell’ultimo quarto seppur la stanchezza la facesse da padrone, era ancora l’Alma Basket a dettare la propria legge ma, toccato il più 22, subivano le labroniche che, con tutta la grinta e la determinazione rimasta, prima con Orsini poi con Degiovanni e Ceccarini, riuscivano a recuperare parte del disavanzo e andare a 2’17" dal termine a meno 11 (60-49). Purtroppo però un fuoco di paglia, in quanto erano ancora le ragazze di Buzzanca a prendere in mano la situazione e chiudere in scioltezza, nonostante la bomba allo scadere di Guilavogui.

«Che dire - dichiara a caldo coach Pistolesi - sono molto arrabbiato sì. Questa sarebbe stata una partita tatticamente e tecnicamente alla nostra portata. Loro hanno confermato di avere un buonissimo quintetto e poi praticamente nulla di più, considerato anche l’assenza di Kramer, il cambio delle lunghe. E noi invece abbiamo buttato via un’occasione con il non aver vinto, figuriamoci aver perso facile. Siamo mosce, mosce, mosce. Palle perse. Sui contatti sembra che le avversarie avessero dieci centimetri e dieci chili più di noi. Loro - continua il tecnico rosablu - hanno sicuramente avuto più voglia e più cattiveria agonistica, e questo ha fatto la differenza. Nessuna delle due squadre ha fenomeni, ma tra non fenomeni noi dovevamo far pesare la nostra panchina più lunga e pareggiare la loro ferocia agonistica, e non l’abbiamo fatto. Su tutte però una cosa, vorrei sottolineare la partita importante di Sara Ceccarini, l’unica che uscendo dalla panchina è entrata con gli "attributi", realizzando subito un canestro pesante, rubando palle senza paura, buttandosi con anima e cuore su avversarie fisicamente più grandi di lei. Se tutte avessero lo spirito che ha Sara, dimostrando la crescita dell’anno passato, credo che oggi la nostra situazione sarebbe diversa».

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