Gioco
Livorno eroico sfiora l’impresa A Olbia è un pareggio col cuore
Dal Canto fa un capolavoro con tanti giovani e senza panchina, Mazzeo torna a segnare ma i sardi fanno 1-1 nel finale
Una confidenza: era da tempo che non soffrivamo così tanto per una partita del Livorno. Eppure era un semplice Olbia-Livorno, non abbiamo ambizioni, non c’era in palio niente di che. Ma vedere questi ragazzi che in campo davano battaglia ci ha aperto il cuore.
Non è arrivata la vittoria che sarebbe stata davvero eroica, ma resta un pareggio da applausi. Perché in queste condizioni l’allenatore e i giocatori davvero non possono fare di più. Siamo sicuro che quei tifosi che venerdì sera hanno salutato la squadra in partenza per Olbia, siano stati orgogliosi di questa prestazione.
Certo che è stato davvero un pugno nello stomaco vedere il Livorno scendere in campo, con in panchina quattro soli giocatori e un portiere del 2002. Ci rendiamo conto? Quattro giocatori in panchina: neanche negli amatori, dove ti dicono “ci si vede domattina alle 8 al campo” e poi qualcuno si gira dall’altra parte quando alle 7 suona la sveglia. No, qui non c’è neanche “qualcuno che si gira dall’altra parte”. Qui non c’è nessuno.
L’assenza di cambi è stata fatale perché l’Olbia ha potuto fare 5 cambi, noi solo due (di cui uno forzato, l’infortunio a Deverlan) e uno a una manciata di secondi dalla fine. Se solo Dal Canto avesse avuto un paio di cambi, giusto per dare respiro ai tanti giocatori senza più ossigeno, il finale sarebbe stato ben diverso.
Abbiamo dovuto giocare con tre ragazzi ex Primavera come Deverlan (centrale del 2000), Nunziatini (centrocampista del 2003) e Haoudi (centrocampista 2001), più un portiere di 21 anni come Romboli.
Stavolta Dal Canto, per cercare di dare un senso all’undici iniziale (vista anche l’assenza di Morelli) ha cambiato modulo affidandosi alla difesa a 4 e al 4-3-3. In questo modo Porcino è tornato basso (da mezzala soffre) e sull’altro lato è stato sistemato Parisi. Chiaro che questa mossa ha aperto un buco in mezzo al campo dove Dal Canto ha sistemato Nunziatini.
Tatticamente Dal Canto (al solito) ha fatto un piccolo capolavoro, anche perché comu nque questo Olbia è squadra tosta.
Il primo tempo è stato strano, perché il Livorno per lunghi tratti ha fatto la partita ma poi nei minuti finali l’Olbia ha avuto almeno 2-3 palle-gol clamorose. Ci è mancato qualcosa soprattutto negli ultimi 25 metri, nonostante il reparto d’attacco sia l’unico (a oggi) con giocatori di categoria.
Il copione è cambiato nella ripresa. L’Olbia ha messo dentro il trequartista, ha smosso un po’ le acque ma comunque il Livorno ha tenuto bene anche dietro, grazie a un Deverlan sorprendente. Poi, improvviso, al 20’ è arrivato il gol di Mazzeo: azione travolgente di Porcino a sinistro, cross al centro e girata perfetta dell’ex foggiano. Da brividi l’abbraccio seguente di tutti i giocatori.
Si sapeva che resistere sarebbe stata dura, soprattutto senza cambi. E il pareggio purtroppo è arrivato al 39’ con Cocco bravo a saltare più in alto di tutto su calcio di punizione battuto dal nostro amico Emerson. E così è finita 1-1. Questa squadra, di più non può fare. Adesso tocca ad altri darci dignità.
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