Gioco
Mariani ai raggi x gli affari di chi vuole il Livorno
Sotto la lente le società del manager romano che da tempo cerca di conquistare una delle tante società calcistiche nei guai
/ livorno
Dopo l’ultraventennale regno in cui senz’ombra di dubbio lo scettro del Livorno Calcio era saldamente in pugno a “sciu Aldo” Spinelli, ecco che il segno del comando in casa amaranto è finito nella tempesta con un susseguirsi di protagonisti, primedonne e comparse. E adesso con l’uscita di scena di Rosettano Navarra è Danilo Mariani l’uomo che per adesso sembra destinato a dare le carte. Ma questo imprenditore romano zona-bene Collina Fleming, 55 candeline da spegnere sulla torta poche settimane fa, compleanno nello stesso giorno di Luigi XIV e Tolstoj (e pure di figurine dell’album Panini dei calciatori come Antonio Valentin Angelillo e Paul Breitner), chi è?
A quanto risulta dall’anagrafe delle imprese, figurava come amministratore in nove società: ora non lo è più o perché la ditta ha avuto una sorte infausta (come la Thurm und Taxis Italia) o perché è cessato il suo incarico. Quasi in altrettante (otto) compare invece come amministratore attualmente, anche se una parte di tali aziende sono dichiarate «inattive» quantomeno dai tabulati della Camera di commercio. Compresa la Health Factory spa, il cui nome in questi ultimi due anni è rimbalzato sulle cronache locali di tanti giornali perché associato al tentativo di conquistare la Lucchese, l’Arezzo, il Rimini, il Trapani, la Pistoiese e forse qualcos’altro ancora ma alla fin fine senza quagliare.
Danilo Mariani ha il 65% delle quote in questa società che ha 50mila euro di capitale sociale e il quartier generale a Roma in zona Nomentano, in un anonimo palazzone anni ’60 fra una pasticceria siciliana, un ufficetto Aci e un’immobiliare. Allo stesso civico 15 di via Boni c’è l’ufficio del commercialista romano Roberto Rinaldi, 56 anni: ha il 10% (5mila euro) nella Health Factory, oltre a risultare consigliere nella Argiletum Merchant (intermediazione finanziaria) e amministratore di una società di impianti sportivi a Ladispoli, più revisore e sindaco in varie aziende, incluse alcune coop. Gli altri soci sono: con 7.500 euro (15%) Luna Deferrari, 39 anni, titolare a Roma di una impresa operante nel settore immobiliare; con 5mila euro (10%) Alexandru Bujin, 55 anni, che è liquidatore di una ditta di estrazione pietre.
È invece attiva la srl Eurcom Group, 10mila euro di capitale sociale, sede in via dei Parioli, fra l’ambasciata del Venezuela e quella di El Salvador, a un passo dal teatro del Maurizio Costanzo Show. L’ultimo bilancio che siamo riusciti a rintracciare sul database camerale è un po’ datato (risale al 2010): nello stato patrimoniale compaiono immobilizzazioni per quasi 50mila euro, un attivo circolante che non arriva a 14mila, debiti per 53mila euro e un patrimonio netto appena al di sopra della soglia dei 10mila euro mentre il conto economico indica che il valore della produzione resta d’un niente al di sotto dei 74mila euro, annata particolarmente sfortunata visto che l'anno precedente era praticamente il doppio. La società è sulla breccia dal 2008 e si occupa di prestazioni di servizi alle aziende: la sua categoria Ateco (attività di consulenza imprenditoriale, amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale).
Grossomodo nello stesso periodo vengono iscritte al registro anche le controllate Eurcom Finance e Eurcom Evolutions, 10mila euro di capitale tanto l’una come l’altra: la prima è allo stesso indirizzo dei Parioli (ma ora ha un altro amministratore unico), l’altra ha ancora in sella Mariani ma è considerata inattiva e la sede l’ha invece in via Boezio, zona Prati,200 metri da Castel Sant’Angelo.
Risulta attiva una società che vede Mariani alla guida del consiglio d’amministrazione (con incarico a tempo indeterminato): è la Happee Care srl, che ha gli uffici in un bell’isolato con portale in marmo e fregi dietro l’angolo dell’ambasciata Usa. Stavolta però Mariani è solo manager e non proprietario: non è escluso che possa essere questo il ruolo che si è ritagliato in tutte queste trattative a caccia di una qualche squadra di calcio che sia finita in cattive acque. Fatto sta che in questo caso, a parte le partecipazioni minori di Gaia Bellucci e Bruno Ribul Ozler, il socio di riferimento è Antonio Carmelo Giuseppe Macrina, 65 anni, origini calabresi e domicilio sulle belle colline fiorentine dell’Impruneta: è questo un nome che risulta al timone anche della Happee Limited, indirizzo al 5 Beaumont Gate, a Radlett, piccolo borgo chic nell’ Hertfordshire, fra il nord ovest di Londra e il nulla.
La Happee Care si occupa di consulenze nelle tecnologie informatiche e in effetti la troviamo come riferimento dell’Archivio Sanitario Elettronico: è una sorta di fascicolo delle proprie documentazioni sanitarie «consultabili in tempo reale» che accompagna l’utente, compreso il “codice rosso” per dare ai sanitari informazioni di emergenza. Bell’idea ma stiamo parlando anche di due società della galassia di Danilo Mariani: è amministratore unico sia della Ase (Archivio Sanitario Elettronico) e della Ase Service srl semplificata, entrambe in zona Parioli ma in due sedi differenti, entrambe dichiarate «inattive». Così come «inattiva» la srl semplificata Juliette 2015: da cinque anni Mariani è amministratore unico anche qui, ma bisogna muoversi in direzione della via Flaminia. —
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