Gioco
Da Gemignani a Maestrelli: tutti i nodi dei senza-contratto
LIVORNO
Ventotto anni, due mesi e dodici giorni dopo la storia rischia di ripetersi. Il primo agosto 1991 il Livorno fu estromesso dalla C2. Oggi se la società non garantisce la fideiussione al Centro Coni ci sarà il remake della scena vista nel ritiro di Pomarance tanti anni fa: gli otto giocatori appena acquistati lasceranno il campo di allenamento e saranno liberi di accasarsi dove vorranno.
Allora ci fu il totale rompete le righe, mister Papadopulo in testa. Nelle prossime ore potrebbero andarsene il portiere Marcone, i difensori Gemignani e Maestrelli e i centrocampisti Bussaglia, Mazzarani, Mbaye, Kasa e Suciu. Tutti hanno firmato il contratto che li lega al Livorno, ma che non è stato mai ratificato per via della famosa fideiussione mancante. E tutti da oggi (se non parte la fideiussione nei confronti della Lega) potrebbero fare causa al Livorno.
Per il momento la squadra di Dal Canto resterebbe con gli effettivi visti nel turno infrasettimanale a Piacenza. Sarebbe un Livorno povero dal punto di vista tecnico e numerico che farebbe poca strada anche in un campionato di bassa lega come questa serie C.
La mancata fideiussione, però getterebbe la società in un tunnel che avrebbe come unica uscita il fallimento: non immediato, ma sicuro nelle prossime settimane.
E’ infatti impensabile che una società che non riesce a garantire la fideiussione, possa poi far fronte alle spese correnti che – secondo la stima effettuata dal presidente Navarra nei giorni scorsi – ammontano a circa 800mila euro con scadenza la fine del mese. Insomma: l’assenza della fideiussione, per ora incide solo (si fa per dire) sulle vicende tecniche della squadra e non su quelle economiche. —
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