Gioco
Lo sport oltre la politica, nasce il patto tra Etruschi rugby e Ardenza calcio: «Un sogno su due campi»
Due discipline storicamente non amiche, un presidente della Lega e uno legato al Pd: eppure ora vanno a braccetto attraverso una polisportiva un progetto comune
LIVORNO. Sono trascorsi 75 anni e in città, due sport diversi nello spirito tornano a braccetto. Allora fu il Rugby Livorno (nato nel ’31) ad unirsi nell’immediato dopoguerra con il mondo del pallone per la seconda volta, entrando come sezione all’interno della Polisportiva Pro Livorno, diretta discendente della Società Sportiva Pro Livorno nata nel 1919. La prima, fu qualche anno precedente, con il Livorno che donò le maglie amaranto al rugby e che curava direttamente gli ordini in Inghilterra anche per i due tipi di palloni. Nel ’45, necessità di ripresa, e, forse anche simpatia reciproca per via dei soliti colori, diversi solo nella disposizione delle righe. Orizzontali la squadra di rugby, verticali quella di calcio della Pro. Ma pur sempre bianco e verdi.
Da allora, niente più punti di contatto. Nel 2020, ecco che i due mondi tornano a strizzarsi l’occhio. Le società in questione, sono il rugby Etruschi e l’Ardenza calcio. La società da anni presieduta da Carlo Ghiozzi, con sede al Tamberi, da due campionati ha rinunciato alla attività della prima squadra che militava in serie C «eravamo con l’organico contato, meglio fare un passo indietro», dedicandosi solo al mini rugby e portando avanti il progetto giovanile under 16 e under 18 del Granducato che unisce anche Lions Amaranto e, da questa stagione, il Cus Pisa. Anche l’Ardenza aveva bisogno di trovare nuovi stimoli, con una Seconda categoria da difendere, allenata da Massimo Gulì, ma senza ormai più un settore giovanile. Insomma, entrando nell’impianto “Aredio Gimona”, intitolato all’unico uomo della storia amaranto ad essere stato giocatore, allenatore e dirigente (a lungo segretario), prende il magone. Con la pandemia e la sospensione del campionato ad aver dato la botta finale.
Il campo a 11 invaso da erbacce, idem quello a 9, mentre quello di calcetto è letteralmente circondato ai suoi margini. La palazzina è fatiscente, e da un lato presenta una discarica a cielo aperto, l’altro immobile, più piccolo ricorda che un tempo c’era il punto ristoro. Poi, gli spogliatoi. Anch’essi con necessità di grossi interventi. Due uomini di sport, uniti nei valori del rispetto che una disciplina deve insegnare, divisi dalle idee politiche che lasciano da parte.
Ghiozzi, attuale consigliere comunale della Lega, ma nei due mandati di Cosimi sindaco, consigliere di Alleanza Nazionale. Gulì, uomo Pd, già presidente della Circoscrizione 1 e poi anche assessore all’ambiente e alle politiche sociali. «Ma ci siamo sempre rispettati – dicono all’unisono – e crediamo che mettere insieme idee di sport e associazionismo che condividiamo in toto, possa contribuire al rilancio di uno degli spazi più grandi di proprietà del comune, portare tanti bimbi alla pratica sportiva e far diventare questo posto anche un centro di aggregazione per tante altre situazioni dedicate agli anziani”. Ghiozzi già presidente degli Etruschi, è anche diventato presidente dell’SS Ardenza, e il disegno è quello di una polisportiva che in futuro possa accogliere altre discipline.
«Intanto, partiamo con calcio e rugby – dice Ghiozzi – copiando quello che è il modello britannico. Dove al college i ragazzi praticano un po’ di tutto, decidendo con calma cosa preferiscono». Ma come sarà possibile? «Semplice. Uno si tessera per il rugby, ma può anche giocare a calcio. Passando dalla palla ovale a quella rotonda. E viceversa». Importante perciò dotarsi della collaborazione di educatori che insegnino ai più piccoli il coordinamento dei movimenti. «Tanti bimbi, si abituano troppo presto a fare uno sport specifico – aggiunge Guli’ – e questo poi li limita nello sviluppo motorio se a 10-12 anni vanno a fare altro».
Un sogno ambizioso, un impianto da ricostruire che potrebbe diventare un gioiello con la “strana coppia” al comando e se la convenzione, in scadenza per il 2029, sarà rivista. Allungandola. Non meno di mezzo milione servirà, in parte da intercettare con il decreto rilancio del 110%, in parte con il mutuo del credito sportivo, in parte con la gestione di tutte le attività interne. «Vogliamo aiutare tutti a fare sport, anche i ragazzi delle famiglie meno abbienti. Il genitore che non potrà pagare la retta, magari si renderà disponibile per tagliare l’erba, tracciare i campi, dare una mano a servire pranzi o merende nel terzo tempo. Che faremo sia dopo le partite di rugby che quelle di calcio».
Non solo campi di calcio e calcetto. Perché una parte sarà destinata a diventare un piccolo parco. «Pubblico – riprende Ghiozzi – e magari con giochini inclusivi che qualche azienda produttrice potrà donarci. Siamo in mezzo alla case popolari, e attirare tanta gente, significa dare vita tutto intorno».
Si chiude, col sorriso e dando spiegazione di quelle maglie a scacchi verdi e amaranto degli Etruschi, con le quali l‘Ardenza ha giocato domenica il ritorno di Coppa Toscana al Gabbro contro La Cantera (l’andata, in casa, disputata grazie all’ospitalità dell’Antignano) ed apparse sui social. «Siamo rimasti solo con un completo giallo – ammette Guli’ – e sfortuna ha voluto che i nostri avversari avessero gli stessi colori. Ma è bastato fare una telefonata a Carlo. Che si è precipitato nella sua sede ed ha preso le maglie da rugby. Niente paura, non è un cambio di colori. L’Ardenza resta rossoverde. Quelle maglie, presto, saranno di nuovo indossate». —
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