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Livorno

la partita di sabato 

Dal Canto aspetta i rinforzi dopo il pareggio-beffa

 Dal Canto aspetta i rinforzi dopo il pareggio-beffa

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LIVORNO

Incompleto, raffazzonato, decimato, ma pure dotato di un cuore grande come quello dei suoi tifosi che stanno soffrendo per le note vicende societarie. Sabato contro il quotato Lecco, il Livorno di Dal Canto - allenatore di spessore - doveva recitare lo scomodissimo ruolo della vittima sacrificale. E' tornato negli spogliatoi senza sorriso, ma per una vittoria sfumata all'ultimo secondo e non per un ko come molti avevano previsto.

Merito del tecnico e di un gruppo di giovani che non si arrende dinanzi alle mille avversità di questo periodo. Agazzi, sprecato in C, ha dato l'esempio dosando clava e fioretto in mezzo al campo. Di Gennaro ha giocato quasi da playmaker basso, alla Bonucci, Stretta di mano per il baby Haoudi: personalità e voglia di lottare in un ruolo non suo. I veterani, insomma, hanno indicato la strada. La squadra non si è scomposta neanche dopo il vantaggio ospite arrivato al termine di una delle rarissime scorribande congiunte di Iocolano e Mangni. Nel secondo tempo il Livorno non ha mollato la presa e ha servito il ribaltone in prossimità del 90' grazie alla capocciata di Di Gennaro e all'autorete di Cauz. Peccato che a un sospiro dalla fine, Morelli abbia scaraventato il pallone nella porta sbagliata, altrimenti celebreremmo un successo d'oro zecchino. —

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di Redazione web